L’acquisto di Carboni “risolve” il problema numerico sulla fascia sinistra, ma non era forse possibile fare un salto di qualità? Valeri resterà inamovibile, a meno che le voci dalla Premier…

04.07.2026 00:00 di  Francesco Servino   vedi letture
L’acquisto di Carboni “risolve” il problema numerico sulla fascia sinistra, ma non era forse possibile fare un salto di qualità? Valeri resterà inamovibile, a meno che le voci dalla Premier…

Nella giornata di giovedì il presidente Krause prima e la società poi hanno ufficializzato il ritorno a Parma di Franco Carboni: non si tratta di un riscatto, con l’argentino che è formalmente tornato all’Inter per essere poi acquistato dal club gialloblu. Le cifre non sono state rese note e siamo a conoscenza solo della scadenza del contratto dell’esterno: giugno 2030. Acquisto giusto o si poteva fare meglio? Cerchiamo di capirlo partendo dai dati oggettivi degli ultimi sei mesi, in cui Carboni ha vestito la maglia crociata per sole 7 apparizioni e un totale di 111’ minuti. Tanto è bastato al Parma per scegliere di confermarlo: sicuramente Cuesta e il suo staff lo avranno potuto vedere e giudicare più del sottoscritto, che, per l’analisi e il commento che seguirà, si dovrà attenere a pochi scampoli di partita in cui il ragazzo è sceso in campo.

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Arrivato nel mercato invernale per sostituire Lovik, Carboni sembrava destinato a essere il classico “tappabuchi” preso più per motivi numerici che per qualità tecniche o abilità tattiche particolari. E fondamentalmente questo è stato all’interno dello scacchiere di Cuesta: usato con il contagocce in quelle situazioni in cui il titolare del ruolo, Emanuele Valeri, necessitava di tirare il fiato. La mia personale previsione sulla stagione 2026/27, ma credo di non essere stato il solo ad avere questa idea, non prevedeva Carboni ancora nella rosa del Parma, poiché pensavo che sulla fascia sinistra la società volesse fare un piccolo salto di qualità, affiancando a Valeri non un semplice numero 2, bensì un calciatore in grado di alternarsi con regolarità con lui e che potesse impensierire l’allenatore al momento di fare la formazione. Magari un esterno con caratteristiche diverse, di maggiore gamba e fisicità, con caratteristiche complementari a Valeri. Questo significa che non mi fidi più dell’ex Cremonese? Assolutamente no: il numero 14 è un perno importante della rosa del Parma e il suo mancino è un’arma fondamentale per scardinare le retroguardie avversarie. Inoltre, la sua esperienza lo rende un cruciale anche in difesa e come uomo spogliatoio. Ciò che però si è notato durante la stagione è una difficoltà che Valeri ha mostrato nel lungo termine, mi spiego: la consapevolezza di dover giocare praticamente sempre, tutte le partite, per tutti i 90 minuti, inevitabilmente ha tolto, in particolari momenti della stagione, un po’ di lucidità e di freschezza al classe 1998. Avere un’alternativa valida gli permetterebbe di “prendersi delle pause” per essere poi essere più performante in campo. Lo si è visto anche nel finale di stagione: a Como ha giocato da titolare, per l’unica volta, Carboni, con Valeri che è entrato solo a secondo tempo inoltrato. Nella successiva gara, quella con il Sassuolo che ha chiuso il 2025/26, il numero 14 è sembrato molto più attivo e pimpante, segno che la panchina in riva al lago gli avesse fatto bene. Se poi Carboni si dovesse dimostrare l’alternativa valida di cui sopra, sarà stata brava la società a confermarlo, ma se il recente passato ci insegna qualcosa, Cuesta ha dimostrato di mandarlo in campo solo quando strettamente necessario oppure a partita praticamente finita, con Valeri che quindi sarà chiamato nuovamente a giocare, infortuni permettendo, tutte le partite e la quasi totalità dei minuti.

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Naturalmente, tutto questo discorso verrebbe a smontarsi nel momento in cui si dovessero concretizzare le voci arrivare nella mattinata di venerdì, secondo cui Valeri è stato cercato da un club di Premier League. Notizia abbastanza inaspettata quella lanciata da Tuttosport, con il terzino mancino che non sembra un profilo troppo in linea con le tendenze del mercato inglese. Staremo a vedere se ci saranno ulteriori aggiornamenti nelle prossime settimane, intanto commentiamo ciò che il Parma ha: un titolare, Valeri, e un sostituto, Carboni. Mi aspettavo questa situazione? Ribadisco che no, credevo che la società ducale spingesse per un altro profilo sulla fascia sinistra, ma il mercato è imprevedibile e magari tra qualche mese, rileggendo queste parole, ci renderemo conto che mi sbagliavo, che Carboni è il tassello perfetto per il Parma. Ma affinché ciò avvenga, l’argentino dovrà essere schierato in campo e le sue prestazioni dovranno essere positive. Staremo dunque a vedere se questo acquisto sarà centrato, oppure se, come successo lo scorso anno con Lovik, a gennaio si cambierà già idea.

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