Inizia la settimana che ci porterà ad agosto: il mese decisivo per il mercato e delle prime competizioni ufficiali. Nel frattempo, tra cambio di modulo e vetrina per i giovani, continua il cantiere Parma

27.07.2026 00:00 di  Michele Perazzo   vedi letture
Inizia la settimana che ci porterà ad agosto: il mese decisivo per il mercato e delle prime competizioni ufficiali. Nel frattempo, tra cambio di modulo e vetrina per i giovani, continua il cantiere Parma
© foto di Bartolomeo Bassi/ParmaLive.com

La settimana appena iniziata ci accompagnerà ai primi di agosto, il mese in cui, finalmente, si tornerà a parlare di calcio giocato nelle competizioni ufficiali. Il debutto del Parma in Coppa Italia è fissato per il 14 agosto al Tardini contro la vincente della sfida tra Vicenza e Catania, mentre una settimana più tardi arriverà l’esordio in campionato, ancora davanti al pubblico di casa, contro il Cagliari. Nel frattempo, i crociati hanno iniziato ieri il ritiro di Pinzolo, dopo aver preso parte al triangolare con Sassuolo e Trento. Alla fine, il torneo è stato vinto dalla formazione trentina, mentre per il Parma si è trattato soprattutto di una tappa nel percorso di avvicinamento alla migliore condizione fisica e di un’occasione per testare nuovamente quel 4-3-3 sul quale il tecnico crociato sta lavorando in questa prima fase della preparazione.

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Uno dei punti fermi emersi dalle prime amichevoli è infatti il ricorso alla difesa a quattro, soluzione provata a tratti nella scorsa stagione ma quasi sempre accantonata in favore del più collaudato assetto a tre. Un sistema che aveva garantito alla squadra solidità e compattezza, rendendola difficile da superare per gli avversari. È vero che nel calcio moderno la fase difensiva coinvolge tutti gli undici giocatori, a partire dagli attaccanti, ma è altrettanto vero che il 3-5-2 adottato nella passata stagione ha valorizzato diversi interpreti, su tutti Troilo, ma anche Delprato e Valenti, solo per citarne alcuni. Perché allora cambiare? La risposta può darla soltanto il campo, ma appare evidente la volontà, almeno iniziale, di sperimentare una soluzione tattica differente per compiere un salto di qualità nella produzione offensiva, unanimemente riconosciuta come la principale area di miglioramento della scorsa stagione. Migliorare il rendimento offensivo può significare intervenire su diversi aspetti: affidarsi a interpreti differenti (aumentare la presenza di giocatori capaci di saltare l’uomo e inventare la giocata decisiva), modificare la gestione delle situazioni di gara (migliorando la riconquista del pallone e la capacità di verticalizzare), oppure cambiare la disposizione tattica in campo (magari con un attaccante in più e un difensore in meno). Naturalmente non è detto che la soluzione debba passare da un solo intervento. Quasi sempre è la combinazione di più fattori a fare la differenza: un modulo alternativo rispetto a quello dell’anno scorso, senza necessariamente renderlo l’unico sistema di gioco, può agevolare una fase offensiva più efficace, così come inserire qualche elemento con caratteristiche diverse rispetto a quelle già presenti in rosa può aiutare ad aumentare fantasia, imprevedibilità e potenziale realizzativo. A tutto questo si aggiunge l’aspetto legato all’atteggiamento in campo. Al di là del modulo e degli interpreti, il Parma potrebbe puntare su una pressione più aggressiva in fase di non possesso e su una maggiore ricerca della verticalità una volta riconquistato il pallone.

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Manca ancora più di un mese alla chiusura del mercato: diversi nomi sono stati accostati al Parma, così come quotidiani e siti specializzati riportano indiscrezioni sugli interessamenti di società italiane e straniere per diversi giocatori gialloblù. La verità è che la società cercherà di portare a compimento la propria strategia, sia in entrata sia in uscita, in una fase che, come sempre, si annuncia ricca di colpi di scena, opportunità inattese e inevitabili cambi di programma. Se le trattative seguono i propri tempi, però, il cantiere Parma non può permettersi di rallentare. In questa fase cruciale della preparazione, mister Cuesta è chiamato a gettare le basi del nuovo progetto gialloblù lavorando con gli uomini attualmente a disposizione. Tra questi meritano una menzione particolare i numerosi giovani provenienti dal settore giovanile. Accanto alle prime ufficialità di Daffara e Lontani e ai riscatti di Cremaschi, Nicolussi Caviglia e Carboni, c’è infatti un gruppo di ragazzi che sta cercando di ritagliarsi uno spazio importante: Mazzocchi, Diallo, Varali, Drobnic, Konate e Mikolajewski, tutti aggregati alla prima squadra nel ritiro estivo, hanno l’occasione di mettersi in mostra e convincere staff tecnico e società di poter rappresentare una risorsa concreta per la prima squadra per la stagione ormai alle porte. Perché il mercato contribuirà certamente a definire il volto del Parma che verrà, ma chissà che qualche sorpresa non possa arrivare proprio da chi oggi sta già lavorando in gialloblù.

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