Il Parma continua a soffrire del suo male: la creazione di occasioni latita e Cuesta non ha trovato una soluzione. E quando anche la difesa perde colpi…
La partita di sabato contro la Cremonese è stata l’ennesima conferma del “male” che continua ad affliggere il Parma in questa stagione: mi sto riferendo ovviamente alla creazione di occasioni e di alternative a livello offensivo. Contro la Cremonese si è completata una climax che nelle ultime quattro gare ha portato i crociati a segnare solo due gol (contro Cagliari e Torino). Ma ciò che preoccupa maggiormente non è il numero delle reti segnate: che il Parma sia l’attacco meno prolifico del campionato è cosa ben nota, ma nel corso della stagione la squadra di Cuesta ha dimostrato di saper capitalizzare le poche chance capitate. Il problema è piuttosto la mancanza di alternative: è vero che il Parma è bravo a capitalizzare, ma contro la Cremonese (e non solo) sono state troppo poche le occasioni per sperare di segnare.
Eppure mister Cuesta ha promesso e ripromesso, nel corso della stagione, che il percorso intrapreso dalla squadra avrebbe portato a un cambiamento. Il tecnico maiorchino ha più volte sottolineato come l’obiettivo principale della squadra fosse quello di essere capaci di creare una quantità maggiore di occasioni offensive, aggiungendo alternative e imprevedibilità all’attacco crociato. Al momento, però, questa promessa è rimasta solo un miraggio: contro la Cremonese la squadra ha registrato solo un tiro in porta, al 47’ da parte di Ondrejka, che ha a malapena sporcato i guantoni di Audero. E in questo caso le colpe sono da spartire tra i giocatori e Carlos Cuesta, che non è stato capace di trovare una soluzione per “guarire” il suo Parma.
Fino a questo momento ci aveva pensato la solidità difensiva a mascherare questo male, ma si sapeva che era solo questione di tempo prima che il problema tornasse a galla. E infatti contro Torino e Cremonese, quando la retroguardia ha dimostrato di perdere colpi, la squadra è affondata. Concentrandoci sull’ultima partita, il Parma ha pagato caro il grossolano errore di Britschgi, che ha propiziato il tiro di Maleh, e il posizionamento errato da parte di Troilo sul secondo gol, che ha spalancato un’autostrada a Vandeputte, libero di inserirsi centralmente. Nel momento in cui i gialloblu hanno perso la loro arma migliore, si sono resi conto di non avere le contromisure per almeno abbozzare una reazione: senza inventiva e alternative in attacco, la Cremonese ha avuto vita facile e il Parma è lentamente colato a picco.
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In definitiva, non sono qui a chiedere un gioco offensivo e votato all’attacco, fatto di tiki-taka e sovrapposizioni. La filosofia di Cuesta ormai è ben chiara: il tecnico maiorchino vuole una squadra equilibrata, che sappia adattarsi ai vari momenti della partita e di questo fa il suo tratto distintivo. Ammetto di essere affascinato dalla qualità con cui il Parma ha saputo fare ciò durante la stagione, anche a dispetto di molti allenatori che esigono di controllare la partita all’inizio alla fine. Questo tipo di approccio però non si deve tramutare in un alibi: si può rimanere equilibrati anche creando occasioni e avendo maggiore imprevedibilità in attacco. La ricetta per questo io non la posseggo, ma mi aspetto che Cuesta la riesca a trovare al più presto. La salvezza è ancora tutta da conquistare, ma soprattutto c’è il futuro del Parma in ballo: un’altra stagione con così poco brio offensivo sarebbe veramente difficile da accettare.
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