Il bel gioco è relativo, quel che conta di più adesso sono i risultati. Il Parma ha una base solida: da qui si può costruire per il futuro

12.02.2026 00:00 di  Edoardo Mammoli   vedi letture
Il bel gioco è relativo, quel che conta di più adesso sono i risultati. Il Parma ha una base solida: da qui si può costruire per il futuro

Se c’è una cosa che ho imparato dai miei studi liceali e universitari è il fatto che il concetto di “bello” è relativo. Filosofi e pensatori, nel corso di centinaia e migliaia di anni, si sono interrogati su cosa fosse veramente la bellezza e da tutto quello che ho letto ho appreso appunto come questo concetto sia diverso a seconda di chi lo esprima. Addirittura un filosofo come Rousseau sosteneva che ciò che noi riteniamo bello lo è solo perché la storia ha portato alla costruzione di un sistema di valori tale come lo conosciamo oggi: paradossalmente, se la storia avesse avuto uno sviluppo diverso, allora anche molti dei nostri concetti fondamentali (come la bellezza, la bontà, la cattiveria ecc.) sarebbero ben diversi. Per spostare tutto questo discorso (forse un po’ noioso, lo so, ma preliminare e necessario) sul calcio, quello che intendo dire è: cosa è veramente il bel gioco?

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Sarà una risposta scontata, ma dipende a chi lo chiedi. Ovviamente uno come Guardiola ti risponderà che la bellezza del gioco passa dalle sovrapposizioni e dalle trame offensive, mentre uno come Max Allegri potrebbe risponderti che il bel gioco è quello che ti porta alla prestazione vincente. Ecco, forse al momento attuale mister Carlos Cuesta propende più per questa seconda versione. E personalmente non lo biasimo: arrivato da semi-sconosciuto, il tecnico maiorchino ha subito dovuto affrontare le molte pressioni del calcio italiano, che chiede tutto prima di subito. E se nelle prime giornate il Parma ha arrancato dal punto di vista dei punti, col passare del tempo i crociati si sono dimostrati una squadra solida e capace di portare a casa tanti punti, più di quanti chiunque si potesse aspettare. Questo è attualmente l’aspetto più importante nell’ottica della salvezza.

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Ma oltre a questo, l’allenatore del Parma ha ben chiarito quali sono state le tappe del suo lavoro: si è iniziato dal mettere a posto la difesa, cosa che è stata fatta e ha portato ottimi risultati. Poi i crociati hanno imparato come adattarsi ai vari momenti della partita, mantenendo l’equilibrio. C’è stato qualche intoppo, come nelle gare contro Atalanta e Juventus, ma di base il Parma ha sempre mantenuto la sua identità e una coerenza. Cuesta ha dato basi solide a questa squadra, cosa che forse è più importante di quanto spesso si pensi. D’altro canto, sono completamente d’accordo che si debba fare di più dal punto di vista offensivo: la manovra crociata talvolta rasenta la stabilità e non si può sempre vivere di fiammate individuali. È vero che il Parma è stato capace di sfruttare le occasioni concesse dagli avversari (più che di fortuna in questo caso vorrei parlare di bravura), ma adesso è lecito aspettarsi uno step in più da questa squadra.

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Che sia dunque questo il prossimo step di lavoro del Parma di Carlos Cuesta? Io penso proprio di sì, e anzi lo spero. Senza dubbio i crociati stanno facendo di tutto per consolidare la categoria dal punto di vista difensivo, ma per avere una squadra completa allora servirà mettere una marcia in più anche in attacco. Adesso i giocatori per farlo ci sono, considerando anche l’arrivo di Strefezza e l’inserimento in prima squadra di Mikolajewski. Oltre al rinnovo di contratto di Pellegrino. Nelle passate settimane si sono moltiplicate voci sulla sua possibile partenza a giugno: siamo proprio sicuri che sia lui uno dei “sacrificabili”? Vedremo.