I moduli contano nel calcio moderno? Fiorentina-Parma saprà darci delle risposte, Cuesta pronto a cambiare
4-3-3, 4-4-2, 3-5-2, 3-4-3: numeri che ogni appassionato di calcio conosce bene. Basta sfogliare un quotidiano sportivo per vedere dibattiti sui moduli, oppure le classiche probabili formazioni che provano ad azzeccare gli schieramenti delle varie squadre nel giorno della partita. Eppure negli ultimi anni, tra i tanti temi nell'acceso dibattito nei salotti del calcio, c'è anche quello sulla totale inutilità di queste diciture. Tra le correnti di pensiero di un calcio approcciato sempre con una visione molto teorica, a volte anche troppo, ha preso piede negli ultimi anni quella di un calcio fluido, con giocatori ad occupare spazi più che assumere ruoli in un particolare schieramento.
Una linea condivisa da tanti allenatori moderni, che vuole distaccarsi dal classico dibattito su quale modulo sia più adatto, spostando l'attenzione a interpretazione, mentalità e atteggiamento. Meno ruoli e più compiti per i calciatori, chiamati spesso ad assumere posizioni intermedie adattandosi anche a quello che propone l'avversario. Questa è l'evoluzione o la deriva di un calcio favorito da match analyst e nuove tecnologie, che ci consente di uscire dai binari classici e approcciare il tema diversamente. Prendiamo come più chiaro e vicino esempio il Parma di Cuesta, che in questa stagione ci è capitato di commentare schierato con una sorta di 4-4-2. Un esempio è la sfida contro la Roma, dove sulla carta i ducali partivano da questo modulo iniziale. Eppure, nel corso della gara, a seconda delle zone di campo si sviluppava la manovra, il Parma mutava, con Bernabé largo a fare l'esterno di destra, Cutrone più defilato a sinistra, Britschgi chiamato a spingere su una fascia e Delprato bloccato sull'altra.
Insomma, non proprio movimenti così intuitivi da poterli ridurre ad un banale classico schiarimento. Così anche Cuesta ha più volte cercato di stigmatizzare un'analisi classica del suo Parma, che seguisse paradigmi troppo legati alla solita analisi dei moduli tradizionali. Il tecnico crociato ha più volte spinto su come la diversa interpretazione della squadra, la sua aggressività e il suo baricentro, siano fattori determinanti sul gioco, molto più del modulo. Assolutamente vero, tanto quanto assolutamente condivisibile un'obiezione piuttosto semplice: non appena Cuesta ha avuto Strefezza ed ha potuto schierare un 3-5-2 con giocatori di ruolo, il Parma non ha più perso. Davvero questo filotto non dipende dal modulo ma da altri fattori?
Lo scopriremo già questo weekend, perché Cuesta ha l'occasione di dimostrarlo a Firenze. Con l'infortunio di Britschgi e la squalifica di Valenti, è molto probabile che il tecnico spagnolo sia costretto a tornare alla difesa a quattro, con Delprato e Valeri sulle fasce e Troilo e Circati al centro. Un assetto diverso rispetto a quello tremendamente efficace delle ultime settimane, che speriamo non incida sul punto fermo del Parma: la difesa solida e rocciosa costruita in questi mesi, crollata contro Atalanta e Juventus e tornata ora ancora più forte. Cuesta lo ha ribadito più volte nei momenti difficili, questo gruppo ha bisogno di aggrapparsi alle sue certezze nei periodi bui per ritrovare risultati, ma il cambio modulo rischia di togliere i punti fermi.
Non sarebbe di questo avviso Vanoli. L'allenatore della Fiorentina è finito nell'occhio del ciclone in queste ultime settimane dopo gli ennesimi risultati deludenti. Con il cambio di modulo, i viola avevano trovato un po' di continuità, poi Vanoli ha provato a cambiare l'assetto e la squadra è crollata inanellando una serie negativa. In settimana l'ex Parma è stato preso di mira e a Firenze tifosi e opinionisti hanno criticato la scelta di tornare a schierare la difesa a quattro, ma il tecnico ha svelato di aver fatto di necessità è virtù e di non credere nel modulo come fattore decisivo: "Non è questione di difesa a tre o a quattro, ma di atteggiamento. Non è una questione di modulo". Detto questo però, Vanoli nel frattempo è tornato a quattro mentre Cuesta sarà probabilmente costretto anche lui a partire con i quattro di difesa per ridisegnare il suo Parma per la sfida di Firenze. I ducali riusciranno a far punti anche con questo nuovo assetto?


