Elphege e l’eroe che non ti aspetti: lo scatto salvezza porta proprio la sua firma. Il Parma risponde alle critiche con i risultati. Parola chiave: gruppo
Se due settimane fa, prima della partita contro il Napoli, qualcuno mi avesse detto che nelle successive tre partite il Parma avrebbe segnato tre gol e tutti avrebbero visto Elphege protagonista, lo avrei senz’altro additato come un pazzo. E invece mi devo ricredere, ma badate bene che lo faccio con grande felicità. Il Parma festeggia l’obiettivo stagionale anche grazie a quest’ultimo scatto firmato Nesta Elphege: il suo bottino di un assist e due gol ha messo la parola fine sul discorso salvezza, portando i crociati alla matematica permanenza in Serie A. E pensare che esattamente 17 giorni fa, in un altro mio editoriale, sollevavo proprio la “Questio de Elphege”: rifacendomi alle Storie naturali di Primo Levi, sottolineavo come mi sarei stupito di un’eventuale esclusione dell’attaccante francese nella gara contro il Napoli. Be’, non ho certo influenzato il corso degli eventi (non voglio prendermi questo merito), ma c’è da dire che l’apporto di Nesta è stato fondamentale.
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Anche nella gara di ieri è stato proprio lui a, come si dice in gergo, “togliere la castagne dal fuoco”. Ha fatto il suo ingresso attorno al 65’, affiancando Pellegrino in una coppia d’attacco praticamente inedita (si era vista solo nei minuti finali contro la Juventus). E ci ha messo poco più di un quarto d’ora per trovare la via della rete: se quella di Udine era stata un’azione esteticamente bella, il gol di ieri di appagante aveva soprattutto l’esito finale. Un altro gol da attaccante vero, in due tocchi tanto rapidi quanto importanti. Il Parma, infatti, stava giocando una buona partita ma aveva faticato notevolmente a creare occasioni nitide, anche per i meriti della difesa del Pisa. Poi, al momento opportuno, Elphege ha saputo sfruttare l’occasione, l’unica che gli è capitata tra i piedi. E se c’è una cosa che ha contraddistinto il Parma in questa stagione è stata proprio l’abilità di colpire quando se ne presentava l’occasione.
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Proprio per questo i crociati sono stati spesso criticati nel corso dell’anno, oltre che per la difficoltà nel creare un gioco fluido e più offensivo. Il Parma è stato spesso etichettato come una squadra totalmente difensivista, col proverbiale autobus parcheggiato davanti alla porta. I gialloblu, però, hanno risposto forse nel migliore dei modi a queste critiche: con i risultati. E di questo hanno parlato anche mister Carlos Cuesta e soprattutto Delprato dopo la partita: “Noi andavamo in campo per portare a casa punti. Quella era la richiesta: sì, migliorare le nostre pecche, soprattutto nella fase di impostazione, ma i risultati sono arrivati”, queste le parole del capitano in conferenza stampa. Alla fine si può parlare per ore di cosa sia il bel gioco e di quanto l’ossessione per i risultati affligga il calcio italiano. L’unico dato oggettivo è che sono proprio i risultati a contare alla fine della stagione: e il Parma li ha ottenuti.
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E tra i meriti di questo successo è senza dubbio da citare l’unione della squadra, che ha dimostrato di essere un gruppo vero. Come lo stesso Delprato ha sottolineato: “Credo che il merito sia dei ragazzi e dello spogliatoio. Questo credo sia il gruppo più unito col quale sono stato qui a Parma. C’è stata una bella unione anche col mister e lo staff”. E proprio questo gruppo è stato fondamentale per superare i momenti di difficoltà, compattandosi e ritrovando quell’equilibro tanto decantato da mister Carlos Cuesta. Le due gare prima della sosta avevano lanciato un allarme, il Parma lo ha colto e ha risposto presente: 8 punti conquistati in quattro partite e salvezza assicurata. Il tempo delle riflessioni arriverà, ma adesso è anche giusto sospendere i propri giudizi e fare un applauso verso una squadra che ha raggiunto l’obiettivo prefissato con quattro giornate di anticipo.
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