Ed è quasi déjà vu: le parole di Cherubini mettono un punto interrogativo sul futuro di Cuesta. Al Parma serve “continuità”, come sottolineato dallo stesso tecnico
A chi non è mai capitato di avere la sensazione di aver già vissuto una determinata situazione e di esperire quello che comunemente è chiamato “déjà vu”. Ebbene, è proprio quello che ho provato poche ore fa, leggendo le parole dell’amministratore delegato del Parma, Federico Cherubini, a proposito del prossimo futuro del tecnico crociato Carlos Cuesta: "Se le motivazioni sono le stesse che ci hanno unito la scorsa estate sicuramente proseguiremo, se invece dovesse essere come lo scorso anno con Chivu, prenderemo strade diverse”. Queste parole mi riportano proprio a quanto successo poco meno di un anno fa con Cristian Chivu, apparentemente promesso sposo del Parma anche per la stagione successiva. E invece in un attimo tutto svanì, con il tecnico rumeno lesto a far le valigie in direzione Milano, sponda nerazzurra.
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Ma l’elemento su cui vorrei concentrarmi maggiormente è il seguente: cosa intende Cherubini con “se le motivazioni saranno le stesse”? Perché da qui, secondo me, passa molto della prossima stagione del Parma. Con “le stesse motivazioni” Cherubini potrebbe riferirsi appunto alle ambizioni del progetto crociato: dunque dobbiamo aspettarci un altro anno in cui si vendono i pezzi più pregiati al miglior offerente, si rimpiazzano con giocatori di prospettiva e si punta a una salvezza tranquilla? Ma io credo, ragionevolmente, che l’ambiente crociato meriti un salto di qualità, seppur non vertiginoso: io mi aspetto che, per la prossima stagione, la società intenda costruire una rosa più competitiva, per alzare il livello appunto e fare uno step in più, magari alla ricerca di una fantomatica “quota 50 punti” che rappresenta uno step intermedio tra la lotta salvezza e le ambizioni europee (quello che da anni sta facendo l’Udinese, per intenderci con un esempio concreto).
E credo che anche Cuesta si aspetti uno step del genere, anzi non lo biasimo affatto. Ritengo più che ragionevole che il tecnico maiorchino voglia alzare il livello della rosa e proporre un calcio maggiormente offensivo, non solamente votato alla ricerca del famoso “equilibrio”. In questa stagione Cuesta ha dovuto fare di necessità virtù e ci è riuscito benissimo: ha trasmesso una mentalità solida alla squadra, che ha saputo compattarsi attorno all’idea del tecnico e conquistare con largo anticipo l’obiettivo salvezza. È abbastanza ovvio, però, che Cuesta voglia fare qualcosa in più a partire dalla prossima stagione, soprattutto dal punto di vista del gioco. I primi spiragli sono arrivati nella gara contro la Roma, ma già a inizio stagione si era visto un Parma diverso, con un pressing molto alto sulla linea difensiva avversaria: questo è il calcio del tecnico crociato, che poi si è dovuto adattare diversamente per portare a casa il risultato. Lui lo ha fatto, ma adesso è legittimo che si pensi a qualcosa di diverso per la prossima stagione.
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Ancora è troppo presto per comprendere effettivamente quali saranno le ambizioni del Parma per la prossima stagione. Chiudo dunque la mia riflessione con un appello allo stesso Carlos Cuesta, il medesimo che rivolsi poco meno di un anno fa a Cristian Chivu: è bene che rimanga solo se crede al 100% nel progetto. Al Parma serve creare “continuità”, quella stessa di cui proprio Cuesta ha parlato tante volte in conferenza stampa: proprio il tecnico crociato ha ribadito come sia stata la continuità del lavoro e del percorso la chiave di questa stagione. E adesso è giusto che il Parma abbia continuità anche nella prossima, anche se non è detto debba essere per forza assieme a Carlos Cuesta. Badate bene: io sarei ben felice di una sua permanenza, dal momento che stimo il suo lavoro e la sua mentalità. Allo stesso tempo ritengo che il Parma meriti un allenatore motivato al massimo, per creare continuità in una squadra che può e deve ambire più in alto di quanto si è visto finora.
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