E se l’attesa del bel gioco, fosse essa stessa il bel gioco? 3-5-2 ormai scolpito nella pietra, difesa solida e davanti si fa quel che si può. E per il momento al Parma va bene così
Il dado pare ormai tratto: Carlos Cuesta ha scelto il vestito che vuole fare indossare al suo Parma. Non sarà il più bello o il più vistoso della vetrina, ma il 3-5-2 calza a pennello ai crociati, che lo sfoggiano ormai da qualche settimana, con buoni risultati. Dopo le tre vittorie in fila, sono arrivati due pareggi contro Cagliari e Fiorentina, che certificano la solidità che questa squadra sta costruendo. Certo, quella di Firenze non sarà stata la partita più bella dell’anno, anzi. Ma dimostra ancora una volta che quando c’è da chiudersi e da non far passare nulla, i ragazzi gialloblu sono in grado di farlo alla grandissima, riuscendo a portar via quantomeno un punticino da un campo complesso come quello del Franchi. Ci sono molti più problemi in attacco: Pellegrino necessita di essere più supportato, ma dovrebbe anche lui provare a far salire un po’ più spesso il baricentro della formazione crociata; Strefezza si dimostra di un livello superiore, ma inventare qualcosa circondato da avversari non è cosa semplice.
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Quando sono arrivate le notizie degli infortuni di Britschgi e Bernabé, il pensiero di tanti, sottoscritto compreso, è stato quello di un possibile cambio di modulo da parte di mister Cuesta. Ragionandoci sopra, però, che senso avrebbe avuto cambiare in un momento in cui le cose andavano bene? E difatti Cuesta ha scelto la continuità del suo modulo e del suo stile di gioco, più preoccupato a non subire gol che a farlo. Nel match di ieri l’invenzione del tecnico spagnolo è stata quella di adattare Cremaschi largo a tutta fascia sulla destra e l’operazione è avvenuta con successo: Gudmundsson arginato e occasioni pericolose viola ridotte all’osso. La strada sembra dunque tracciata: il modulo scelto è questo e non si cambia, almeno all’inizio. Non importa se ci sono infortunati, squalificati o indisponibili vari. La partita si comincia giocando con il 3-5-2, poi eventualmente ci si adegua in corsa ai momenti della gara, come fatto la scorsa settimana contro il Cagliari. Questa scelta sta sicuramente portando i suoi frutti, almeno dal punto di vista dei risultati. A essere penalizzati sono gli attaccanti e più in generale tutta la manovra offensiva, che non giova del baricentro basso e dei pochi giocatori in grado di creare pericoli. Questo alla lunga può essere un problema? Probabilmente sì, ma ad oggi, con la classifica attuale, al Parma va benissimo così.
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La concretezza e l’equilibrio non piacciono troppo agli amanti del fantomatico bel gioco. E se da un lato è vero che la prestazione del Franchi non è stata frizzante, dall’altro è altrettanto vero che portare cinque risultati utili consecutivi in questo momento della stagione non è da tutti. Undici punti in un mese sono un bottino niente male per una squadra che ha come obiettivo la salvezza e sta facendo di tutto per conquistarlo il prima possibile. La solidità c’è, il modulo pure, il prossimo obiettivo sarà quello di mettere gli uomini offensivi nelle condizioni di colpire con più continuità. Per farlo ci sono le restanti dieci partite, da vivere con la tranquillità di chi è a 34 punti, con un vantaggio notevole rispetto al terzultimo posto. La cosa importante è capire lo spirito con cui mister Cuesta vuole che la sua squadra vada in campo, senza crearsi aspettative inutili: le caratteristiche del Parma sono chiare, chi non lo vuole capire se ne faccia una ragione. I risultati sono dalla parte dei gialloblu, che continuano a portare a casa punti, anche senza brillare.


