È il giorno del primo match point salvezza: Parma, il traguardo è vicino, è il momento di chiudere i conti
La pesante sconfitta della Cremonese a Napoli (4-0 il risultato finale) ha aperto ai crociati di mister Cuesta la possibilità di festeggiare già oggi la salvezza matematica. È finalmente arrivato il primo match point e non serve più fare calcoli su ipotetici scenari o combinazioni di risultati: battendo il Pisa al Tardini, il Parma conquisterebbe aritmeticamente il diritto a disputare la prossima Serie A, senza dover attendere altri verdetti o turni successivi. Certo una situazione ben diversa rispetto a quella vissuta a Bergamo un anno fa, quando alla vigilia della trasferta contro l’Atalanta una vittoria avrebbe permesso alla squadra, allora allenata da Chivu, di brindare alla salvezza senza guardare agli altri campi. Oggi il Parma arriva a giocarsi il traguardo con un mese di anticipo e con tanta più tranquillità: se nella passata stagione fu necessario attendere gli ultimi 90 minuti (con la salvezza arrivata solo sul filo di lana grazie allo storico successo di Bergamo, dopo essere stati sotto 2‑0 all’intervallo) quest’anno l’opportunità si presenta quando mancano ancora cinque partite al termine del campionato.
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Anche il confronto dei numeri certifica i progressi compiuti dalla squadra di Cuesta rispetto allo scorso campionato. La scorsa annata si concluse con 36 punti, frutto di 7 vittorie e 15 pareggi; quest’anno, con cinque gare ancora da disputare, il Parma è già salito a quota 39, grazie a 9 successi e 12 pareggi. Un percorso decisamente positivo, nato da una stagione iniziata tra numerosi cambiamenti (a partire dalla guida tecnica) e varie difficoltà, come i gravi infortuni di Ondrejka e Frigan a inizio campionato, ma affrontato con intelligenza, compattezza e spirito di gruppo. Il risultato è una classifica che, al 25 aprile, rappresenta uno scenario che ad inizio campionato tutti avrebbero sottoscritto. Questo non significa che tutto sia stato, o sia tuttora, perfetto. Restano infatti diversi aspetti da migliorare, in particolare nella capacità di “fare la partita” e di proporre più soluzioni offensive. Non sarà sempre possibile ottenere 39 punti segnando appena 24 gol e quindi il prossimo step di crescita dovrà essere l’incremento del bottino realizzativo. Aspetto sicuramente ben chiaro allo staff tecnico, che più volte ha ribadito la volontà di lavorare e migliorare la fase offensiva; segnali positivi in questo senso sono già emersi nelle ultime prestazioni, la speranza è di vedere proseguire questo trend anche nelle prossime gare. A obiettivo ormai raggiunto il Parma può e deve lavorare per iniziare a costruire il futuro partendo dalle certezze del presente: non stravolgere quanto realizzato con sacrificio e competenza, ma migliorarlo, rendendolo più efficace non solo in termini reti subite, ma anche di pericolosità e quindi di reti segnate, e perché no, anche di spettacolarità, senza mai perdere di vista il risultato.
Poi, una volta centrata la salvezza matematica (che tutti sperano di festeggiare già oggi al Tardini) ci sarà tempo per parlare anche di conferme e addii in vista del prossimo anno. Ora però la testa è solo al Pisa: il pubblico non farà mancare il proprio sostegno, ma serviranno massima concentrazione e spirito battagliero da parte della squadra di Cuesta affinché la partita possa ricordare quella di Bergamo dello scorso anno e non la recente sfida casalinga con la Cremonese, e che al triplice fischio si possa festeggiare il meritato traguardo.
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