Le domande del mercato: dal mancato arrivo di un nuovo esterno alle cessioni, passando per gli acquisti tardivi. Tutti i quesiti per il duo Cherubini-Pettinà
A più di una settimana dalla chiusura del calciomercato, continuo ad avere dubbi sull’operato del Parma nella finestra estiva: ci sono infatti delle scelte di cui ancora non ho compreso la logica e che mi hanno lasciato interdetto rispetto ad alcune dichiarazioni rilasciate nei mesi passati. I miei molti quesiti non potranno però presumibilmente avere risposta, dal momento che sembra non sarà replicata la consueta conferenza stampa di fine mercato, che invece era stata indetta al termine della passata sessione invernale. In molti potrebbero controbattere dicendo che l’amministratore delegato crociato si è già espresso in merito al mercato in occasione della puntata di “Bar Sport” di lunedì 24 agosto: in effetti ho trovato l’intervento molto utile per comprendere certe dinamiche, anche grazie alle incalzanti domande dei giornalisti presenti in studio. Allo stesso tempo, però, gli avvenimenti successivi alle affermazioni del CEO gialloblu non hanno trovato pieno riscontro nella realtà dei fatti, riproponendo nella mia testa una serie di dubbi che faticano a essere fugati nella ristrettezza della mia calotta cranica.
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Rimangono dunque molte domande che vorrei porre alla dirigenza crociata a proposito dell’ultima sessione di mercato, ma - come già anticipavo - difficilmente sarà possibile farlo come nello scorso febbraio. Ecco dunque che ho pensato a una soluzione non completamente appagante ed esaustiva, ma comunque utile per mettere nero su bianco questi pensieri che aleggiano nel mio cervello da giorni e giorni. Il prosieguo di questo articolo presenterà dunque le domande che avrei posto al duo Cherubini-Pettinà in caso di conferenza stampa di fine mercato. A ciascuna domanda seguirà un’argomentazione, che non vorrà assolutamente simulare la risposta da parte dei due dirigenti, ma semplicemente spiegare i miei dubbi e punti di vista. Procediamo:
È stato ceduto un giocatore, Oliver Sorensen, su cui è stato fatto un investimento nella passata stagione e ne è stato preso un altro dalle caratteristiche simili come Giovanni Fabbian. La motivazione di questa scelta?
Partiamo da due delle operazioni che più hanno stuzzicato il mio ingegno. Nel momento in cui il Parma ha deciso di affondare per Fabbian, non ho ben compreso la logica dell’operazione. Logica che poi è stata ben spiegata dai successivi accadimenti, cioè la cessione di Sorensen nell’ultimo giorno di mercato. Quello che però non riesco a capire è: perché lasciar partire un giocatore - come il danese - su cui è stato fatto un investimento importante l’estate scorsa (si parla di circa 8 milioni di euro a titolo definitivo) per andare a prendere un giocatore dalle medesime caratteristiche ma in prestito con diritto di riscatto fissato a una cifra definibile come astronomica (14 milioni di euro)? A mio modo di vedere si tratta di una retromarcia abbastanza evidente da parte del club crociato, al netto che negli ultimi tempi Sorensen non aveva brillato di luce propria. E riconoscere di non aver centrato un investimento è forse più segno di intelligenza che persistere nell’errore.
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Capitolo acquisti tardivi: Diego Carlos e Vincent Sierro, due giocatori fuori rosa, sono arrivati nell’ultimo giorno o dopo la conclusione del mercato. Non aveva senso operare più tempestivamente per evitare un ritardo eccessivo di condizione?
Ritengo il calciomercato del Parma diviso a metà: inizialmente il club crociato ha acquistato preventivamente i sostituti di Suzuki e Pellegrino, andando a prendere Daffara, Touré e Romero prima di chiudere le cessioni (anche se l’ufficialità del Rulo è arrivata dopo, ma avete capito cosa intendo); al contrario, non è stato possibile fare lo stesso nel caso di Circati, ceduto improvvisamente al Benfica. Allo stesso modo la trattativa per il suo sostituto - che alla fine si è rivelato essere Diego Carlos - è durata per oltre due settimane, con il brasiliano che è stato ufficializzato l’ultimo giorno di mercato. Il problema però è che Carlos si allenava da solo a Istanbul e quindi adesso avrà bisogno di tempo prima di entrare pienamente in condizione (lo abbiamo visto bene col Monza). Lo stesso vale per Vincent Sierro, pescato dalla lista degli svincolati. Forse, almeno nel caso del brasiliano, non era il caso di affondare più tempestivamente così da garantire al difensore più tempo per allenarsi con la squadra? Considerato anche come mister Cuesta lo abbia gettato subito nella mischia, che ci porta a pensare come Carlos potrebbe a tutti gli effetti essere un titolare di questa squadra.
Mister Carlos Cuesta ha iniziato la stagione puntando sul tridente offensivo. Il CEO Cherubini, nel corso dell’intervista a “Bar Sport”, ha posto tra gli obiettivi quello di un esterno offensivo, ma alla fine non è arrivato. Cosa è successo?
Il 24 agosto il CEO Federico Cherubini poneva tra gli obiettivi dell’ultima settimana di mercato del Parma un rinforzo sulle corsie d’attacco. Effettivamente questo sembrava evidente agli occhi di tutti, vista la volontà - almeno fino a quel momento - da parte di Cuesta di giocare con un tridente e la mancanza in rosa di alternative offensive (le uniche ‘di ruolo’ erano - e sono tuttora - Diallo e Almqvist). Ma questo proposito non ha trovato riscontro nella realtà dei fatti: col passare dei giorni sono stati fatti diversi nomi - Exequiel Zeballos e Matteo Cancellieri su tutti - ma alla fine il Parma non ha affondato il colpo, nemmeno nell’ultimo giorno di mercato. Mi viene dunque da chiedere cosa sia successo nel quartier generale di Collecchio: tutte le possibili piste sono andate in fumo? cosa è successo nel caso di Zeballos? o forse nelle ultime ore di mercato si è arrivati alla conclusione che il tridente non era una soluzione percorribile? Solo a quest’ultima domanda potrà dare risposta il campo nelle prossime settimane. Per le altre rimarrà solo il ricordo.
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Il vice-Nicolussi è arrivato dopo la conclusione del mercato, dopo che si è fatto male Bernabé. Prima di questo momento non si era pensato a trovare un rinforzo in regia?
Arriviamo dunque alla domande che forse mi sta più a cuore. Io ritengo che già dopo l’infortunio di Nicolussi Caviglia a luglio servisse un nuovo regista. Nella passata stagione, infatti, la crescita delle prestazioni del valdostano ha influenzato tutta la squadra ed è dunque evidente come questo tipo di giocatore sia funzionale nello schema tattico di mister Cuesta. In nessun momento, però, si è parlato del Parma interessato a un vice-Nicolussi, tanto che sono state trovate due alternative ‘interne’: prima Konaté, poi Bernabé, che hanno svolto il ruolo di play davanti alla difesa. Poi, concluso il mercato, lo spagnolo ha accusato un problema fisico e in quel momento la società è prontamente intervenuta sul mercato degli svincolati per prendere Sierro. Mi sovviene dunque il dubbio se questa mossa potesse essere percorsa, se non a luglio, almeno a inizio agosto, per dare modo a Cuesta e al giocatore in questione di trovare la quadra in un reparto nevralgico come il centrocampo. Davvero fino all’infortunio di Bernabé non si pensava che servisse un vice-Nicolussi? Alla fine sappiamo tutti come lo spagnolo fosse adattato in quella zona di campo e magari si poteva agire preventivamente per garantire un’alternativa in regia.
Eccoci giunti alla fine di questa mia lunga riflessione, che ha messo sulla ‘carta’ i pensieri che portano alle mie domande (sperando di non avervi annoiato). In conclusione, ci tengo a precisare che con queste mie domande non voglio assolutamente suggerire come si sarebbe dovuta comportare la dirigenza del Parma durante il mercato. Questi sono solamente i dubbi che mi sono posto e che avrei voluto a mia volta proporre in un’eventuale conferenza stampa di fine mercato, dove probabilmente i miei quesiti avrebbero trovato risposta.
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