Dal Tardini a Sanremo: la musica del Parma verso la salvezza quasi raggiunta. Contro il Cagliari un altro punto e tutti Zitti e buoni

01.03.2026 00:00 di  Francesco Servino   vedi letture
Dal Tardini a Sanremo: la musica del Parma verso la salvezza quasi raggiunta. Contro il Cagliari un altro punto e tutti Zitti e buoni
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Mentre a Sanremo andava in scena l’attesissima serata dedicata alle cover, con vittoria di Ditonellapiaga e Tony Pitony, al Tardini Parma e Cagliari regalavano ai presenti un venerdì sera frizzante, impreziosito dai due gol di Folorunsho e Oristanio per l’1-1 finale. Ora, con l’aiuto della musica del Festival, cerchiamo di analizzare questo match, che ci ha dato diversi spunti per il futuro della stagione crociata. Negli scorsi mesi sono stati detti Fiumi di parole sui due allenatori, Carlos Cuesta e Fabio Pisacane, spesso presentati con due filosofie differenti: più pragmatico e che bada a L’Essenziale il primo, più attento all’estetica e un po’ più da Vita spericolata il secondo. Entrambi sono molto giovani, ma non hanno mai pensato: “Non ho l’età per allenare in Serie A”, anzi. Per tutto l’arco della stagione hanno dimostrato una grande maturità e abilità nel gestire i momenti complessi, anche quando erano Spalle al muro. E nella sfida di venerdì hanno saputo indirizzare la gara andando a pescare due jolly dalle rispettive panchine: Folorunsho, lato Cagliari, al rientro dall’infortunio ci ha messo pochi istanti a scagliare una bordata dalla fascia, che dopo esser volata Nel blu dipinto di blu, si è insaccata in porta, alle spalle di un sorpreso Corvi. Per fortuna del Parma ci ha poi pensato Oristanio, entrato con le Fiamme negli occhi, a pareggiare l’incontro e a consegnare agli annali La notte del Tardini. L’ex di turno ha messo in campo un atteggiamento che raramente gli si era visto in stagione: oltre al gol si è reso protagonista di diversi recuperi importanti, andando Controvento rispetto a molte altre sue uscite e richiamando spesso il supporto dei tifosi, quasi a voler dire al Tardini: “Fai rumore”.

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Cuesta si è preso il punto, ha elogiato lo spirito dei suoi giocatori e ha espresso la sua Felicità per il ritorno al gol di Oristanio. L’allenatore crociato in conferenza ha anche spiegato che Si può dare di più, specie in attacco. Pellegrino, in particolare, è sembrato essere uno degli Uomini soli, che reggono sulle spalle tutto il peso offensivo della propria squadra. Sarebbe giusto, però, dargli una mano sia a livello quantitativo sia qualitativo. La Solitudine nell’area di rigore avversaria del centravanti argentino è evidente, specie quando si trova a scontrarsi contro schieramenti formati da tre difensori, come capitato anche venerdì, in particolare nel primo tempo. El Burro è stato decisivo in diverse gare dei gialloblu, ma troppo spesso ha la tendenza di nascondersi sul secondo palo, specialmente quando i cross arrivano dalla sinistra. E se non c’è dubbio che il suo Grande Amore siano i colpi di testa, è altrettanto giusto sottolineare come faccia ancora un po’ fatica con la palla tra i piedi. I compagni, come detto, dovrebbero cercare di stargli più vicino, senza ovviamente sbilanciarsi troppo e Perdere l’amore per l’equilibrio che contraddistingue la squadra crociata. Questo atteggiamento è stato intrapreso contro il Cagliari, soprattutto dopo il gol subito, con Strefezza e Oristanio più al centro del gioco e con Bernabé meno chiamato a fare il vertice basso (vista la contemporanea presenza di Nicolussi Caviglia ed Estevez) e più libero di fare quello che riesce meglio a un numero 10: regalare Un’emozione (non) da poco. E così all’83’, lo spagnolo si è inventato due fortunose triangolazioni con i difensori del Cagliari, che hanno portato Oristanio a colpire Caprile. Vedere questo assetto con continuità sarà complicato, ma forse una volta raggiunta la matematica salvezza ci sarà più spazio per gli esperimenti.

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E parlando proprio di salvezza, la sfida contro i sardi poteva essere quasi un match-point per il Parma, che con una vittoria si sarebbe addirittura trovato momentaneamente nella parte sinistra della classifica. Così non è stato, ma si è comunque fatto un altro passettino verso la Terra promessa, verso la permanenza in Serie A. I meno scaramantici danno la salvezza per acquisita e oggettivamente è improbabile pensare che i ducali concludano la propria stagione fra le ultime tre. Il divario con il terzultimo posto è ampio, E poi in mezzo ci sono davvero troppe squadre per poter pensare che il Parma sia ancora a rischio retrocessione. Le prossime sfide da qui alla sosta di marzo saranno cruciali per arrivare a quella Destinazione Paradiso in modo tranquillo, per godersi poi gli ultimi mesi di campionato, come fossero Un’avventura nuova. Si dovrà magari anche iniziare a programmare la prossima annata nella quale tifosi e club vorrebbero vedere un salto di qualità definitivo. Intanto, mister Cuesta è vicino alla meta e si gode i suoi risultati. Forse il modo in cui sono arrivati non piacerà a tutti, ma l’allenatore spagnolo giustamente se ne infischia e dall’alto dei suoi 33 punti in 27 partite potrebbe tranquillamente canticchiare: “Nessuno mi può giudicare”. Per cui, oltre le polemiche arbitrali, le dispute tra giochisti e risultatisti e i discorsi sui moduli, sarebbe meglio davvero stare tutti Zitti e buoni e lasciar parlare il campo. 

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