Cuesta resta, ma con quali garanzie? Per un vestito più bello servono tessuti migliori

07.06.2026 00:00 di  Tommaso Rocca   vedi letture
Cuesta resta, ma con quali garanzie? Per un vestito più bello servono tessuti migliori
© foto di Rocca/ParmaLive.com

Fine della telenovela, Carlos Cuesta sarà l'allenatore del Parma anche nella prossima stagione. La conferma del tecnico spagnolo, dopo settimane di rumore e dibattito, è arrivata con un annuncio piuttosto silenzioso: solo un video pubblicato sui social, a rinnovare l'impegno preso tra le parti anche per la prossima stagione. Una scelta controcorrente, senza dichiarazioni ufficiali e nessun comunicato. Il Parma ha scelto questa via, mi sento di sbilanciarmi, anche per trasmettere un senso di continuità. Tutto quello che c'è stato nelle ultime settimane è stato amplificato dall'esterno, ma in realtà è stato naturale e in linea con le aspettative: questo è il messaggio.

Una strategia condivisibile, ma che non può cancellare il brutto clima di incertezza che si era creato. Sarebbe stato meglio a mio avviso evitare questo stallo, ma alla fine ciò che conta è che Cuesta resta alla guida del Parma, con merito dopo una stagione positiva. Una scelta logica, che dà continuità ad un cammino di prospettiva iniziato un anno fa, con un allenatore di appena 30 anni. Le parti hanno deciso di proseguire insieme dopo aver trovato un punto di incontro tra esigenze e ambizioni reciproche. Prima di annunciare l'unione di intenti e la fumata bianca, la dirigenza e Cuesta hanno condiviso il proprio punto di vista a 360 gradi, non solo sul campo ma su tutto quello che ruota attorno all'universo Parma. Partiamo dai punti di incontro: Cuesta crede nel potenziale della rosa a disposizione, ha fame, ambizione tanta voglia di ricambiare la fiducia del club. 

Il club invece riconosce e ha apprezzato il lavoro dell'ex Arsenal, capace di salvare la squadra con largo anticipo al suo primo anno da allenatore in un campionato difficile come la Serie A. Allo stesso tempo, la dirigenza è stata convinta dal pragmatismo di Cuesta: a differenza di tanti altri allenatori inesperti, lo spagnolo ha saputo dare priorità ai risultati, capendo subito come compattare il gruppo e dargli un'identità forte. Un risultato ottenuto grazie anche alla capacità di instaurare rapporti individuali con buona parte dei componenti della rosa: non è un caso che l'annuncio della permanenza sia arrivato con un video degli abbracci tra il mister e i suoi ragazzi, un legame confermato ieri anche dalle parole di Corvi.

Veniamo invece ai punti critici. Non tanto per distanza di visione, quanto più per la loro importanza per il futuro del Parma. Partiamo dal mercato: Cuesta conosce la linea della società da quando ha sposato il progetto e sa che anche questa estate perderà degli elementi cruciali. Presumibile però, e anche auspicabile, che abbia chiesto garanzie in quest'ottica: il Parma non dovrà indebolirsi e per questo, oltre ai soliti investimenti di prospettiva, per i quali c'è sempre una piccola percentuale di rischio, è fondamentale arrivino anche giocatori pronti ad incidere dal primo giorno, come hanno fatto Strefezza e Nicolussi Caviglia. 

Dall'altra parte invece la società ritiene di primaria importanza la creazione di una cultura di club. Il Parma ha bisogno di un allenatore che sia pienamente coinvolto anche nel percorso di crescita del settore giovanile, che sappia dettare le linee guida sul piano identitario, tecnico e di approccio. Una richiesta che la dirigenza ha avanzato a Cuesta dal giorno zero del matrimonio: il compito del tecnico spagnolo non si limita solo a salvare la prima squadra, ma ad avere un impatto molto più ampio sulla crescita dell'intero club. Cuesta lo ha fatto come esempio quotidiano, dimostrando forte etica del lavoro. Lo spagnolo ha costruito un'identità forte all'interno del gruppo, trasmettendo senso di appartanenza e di responsabilità.

Ora il passaggio successivo è di dettare una linea tecnica che possa consentire una crescita di club nei prossimi anni: il Parma non dovrà perdere efficacia, ma allo stesso tempo ha l'obbligo di crescere nella proposta di gioco. Un requisito della società, una necessità che condivide anche Cuesta e che dovrà trovare nel mercato lo strumento per concretizzarsi. L'allenatore spagnolo ha sempre chiarito il suo approccio al ruolo: il suo compito è di individuare e tessere il vestito ideale alla squadra in base alle caratteristiche dei giocatori e in questa prima stagione ha dimostrato di saper cucire un abito funzionale con il materiale che aveva a disposizione. Se la società vuole fare il salto di qualità, dovrà mettergli in mano tessuti migliori.