Cuesta non concede il bis a San Siro: troppa la voglia dell’Inter di vincere lo Scudetto. Il Parma non cambia e dimostra di potersela giocare con tutti. Peccato per qualche disattenzione di troppo in occasione dei gol nerazzurri
Il popolo gialloblu voleva la replica, il bis alla Scala del Calcio: dopo aver battuto il Milan, si voleva anche sgambettare l'Inter. Ma i nerazzurri dell’ex Chivu scendevano in campo per chiudere il discorso Scudetto e così hanno fatto. Il 2-0 targato Thuram- Mkhitaryan consegna a Lautaro e compagni il ventunesimo Tricolore della loro storia, al termine di un campionato autorevole, che li riscatta dopo le delusioni della passata stagione. Lato Parma, questa sconfitta non cambia assolutamente il giudizio su un’annata incredibilmente positiva. Con l’obiettivo salvezza già raggiunto la scorsa settimana, mister Cuesta ha deciso di non cambiare né nello schieramento, né negli uomini, confermando l’undici titolare che aveva avuto la meglio sul Pisa. L’allenatore spagnolo, dopo diversi cambiamenti, spesso dovuti a infortuni di diversi componenti della rosa, sembra aver trovato la quadra e ha scelto di portare avanti il suo credo anche per le rimanenti gare della stagione. Nessuno stravolgimento, nessuna idea nuova, solo tanta voglia di far bene e di migliorare, costruendo le basi del Parma che sarà.
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I crociati visti a San Siro hanno dimostrato di aver fatto dei passi in avanti: non si è infatti visto un Parma completamente passivo, con il famoso autobus parcheggiato davanti alla porta di Suzuki, anzi. I ducali hanno provato a pressare l’Inter, per poi tentare qualche ripartenza e arrivare vicino all’area di Sommer. Questo non è bastato per portare dei punti a casa, complice anche qualche distrazione di troppo in occasione dei gol della formazione di Chivu. La prima rete è stato davvero un duro colpo: a pochi secondi dall’intervallo, quando si poteva andare a riposo sullo 0-0, non si dovrebbero concedere situazioni simili. Tutto nasce da un tentativo di contropiede del Parma, con Pellegrino riceve un lancio e, invece di difendere la palla e prendere tempo, prova a servire lo scattante Valeri in velocità, sbagliando però la misura del passaggio. L’Inter ha dunque il tempo per imbastire l’ultima azione della frazione e lo fa sfruttando il posizionamento non perfetto della difesa del Parma: con Valeri lanciato, il suo posto sulla fascia è occupato da Keita, che inevitabilmente lascia un buco tra le linee centrali. La qualità dell’Inter permette di far arrivare la palla proprio in quel buco a Zielinski, il quale imbuca per Thuram, lasciato davvero troppo libero da Ndiaye. Il numero 9 nerazzurro insacca e mette la partita in discesa per i suoi. Lungi da me voler fare il match analyst, ma queste piccolezze sono quelle nelle quali il Parma deve migliorare per essere sempre al top. Anche in occasione della rete di Mkhitaryan, la difesa gialloblu non si è comportata benissimo e ha permesso a Lautaro di scappare via e di servire l’armeno, a sua volta liberissimo al centro dell’area. Mantenere per 90 minuti più recupero la concentrazione al massimo non è facile, ma è necessario, soprattutto se si decide di giocare in modo equilibrato, per dirla con le parole di mister Cuesta.
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Dal punto di vista offensivo, non è certo l’Inter l’avversario con cui l’attacco del Parma deve misurarsi, ma qualche indicazione ci è stata data anche dalla partita di San Siro. Strefezza è ormai una certezza di questa squadra: ha la libertà di svariare, di abbassarsi a prendere palla, di allargarsi. Fa tutto il necessario per far salire i suoi e per mettere qualità nelle giocate offensive della squadra. Periodo meno brillante, invece, per Pellegrino, che oltre alla decisione discutibile in occasione della prima rete nerazzurra, ha giocato un’altra partita non esaltante, senza trovare il gol, nonostante una buona occasione nel primo tempo. Aveva segnato anche oggi, al contrario, Elphege, entrato nella ripresa proprio per l’argentino. Il numero 23 aveva depositando in porta un pallone servitogli da Almqvist, che però era partito in posizione irregolare, rendendo la rete del francese inutile. Proprio lo svedese è la sorpresa dell’ultimo periodo in casa gialloblu: è lui a trovare minuti, mentre Oristanio e Ondrejka restano a guardare dalla panchina. Se ce lo avessero detto a inizio anno non ci avremmo creduto, eppure… Queste decisioni, per non dire bocciature, possono essere un’indicazione per il futuro? Forse sì, forse no, vedremo quando aprirà il mercato. La cosa certa è una: Cuesta ha deciso, si continua così, non si cambia, neanche a salvezza raggiunta. E la decisione sembra definitiva.


