Così non va! Dopo Torino ci si aspettava una risposta: la Cremonese andava azzannata, invece il Parma torna ad avere paura. Dopo la sosta servirà una scossa in attacco

22.03.2026 00:00 di  Francesco Servino   vedi letture
Così non va! Dopo Torino ci si aspettava una risposta: la Cremonese andava azzannata, invece il Parma torna ad avere paura. Dopo la sosta servirà una scossa in attacco

Parma, così non va! Dopo Torino era lecito aspettarsi una squadra cattiva, aggressiva e con la voglia di azzannare una Cremonese in fin di vita. E invece il pubblico del Tardini è stato costretto ad assistere ad una partita brutta e senza alcun tipo di emozione nel primo tempo, con la ripresa che ha dato poi il colpo di grazia nel segno di Maleh e Vandeputte, che hanno rianimato i grigiorossi rilanciandoli in classifica. Nessuna scusa per Cuesta e i suoi giocatori, con l’allenatore che è stato il primo ad assumersi le proprie responsabilità e a promettere tanto lavoro nella sosta per le Nazionali.

LEGGI QUI: Parma-Cremonese 0-2. Brutta partita al Tardini: i crociati crollano e si prendono i fischi dei tifosi

A preoccupare sono principalmente due aspetti: il primo riguarda la sterilità dell’attacco crociato; il secondo la quasi totale assenza di risposta emotiva agli avvenimenti della partita. Per ciò che concerne l’attacco, il peggiore della Serie A, sono stati scritti articoli su articoli che evidenziano in lungo e in largo le problematiche che il Parma ha nel trovare la porta avversaria. Contro la Cremonese era però lecito aspettarsi qualcosa in più, vista anche la contemporanea presenza dal primo minuto di Pellegrino, Strefezza e Ondrejka. Invece non si è riusciti praticamente a sporcare i guanti di Audero, che ha ricevuto un solo tiro nello specchio della sua porta. Troppo poco contro una squadra che sì ha appena cambiato allenatore, ma non aveva ancora vinto in campionato nel 2026. Pellegrino sembrava essere su un’isola deserta a combattere contro i difensori avversari, che lo hanno chiuso con troppa facilità. Accanto a lui avrebbe dovuto esserci Strefezza, che ha nuovamente risentito dell’assenza di un vero costruttore del gioco ed è stato quindi costretto ad abbassare la sua posizione alla ricerca di un pallone pulito. E poi c’era (o forse no) Ondrejka: lo svedese si è reso protagonista di un’altra partita da fantasma, invisibile, impalpabile, gli aggettivi non mancano. Resta il fatto che il numero 17, dal suo rientro, non è ancora riuscito a far accendere quella scintilla che tanto servirebbe alla sua stagione e a quella del Parma. Trovare una soluzione al suo problema sembra davvero impossibile: il ragazzo si impegna, ci prova e si vede, ma in campo sembra un’entità estranea a questa squadra.

LEGGI QUI: Ondrejka totalmente fuori giri. Britschgi cola a picco. Le pagelle di ParmaLive.com

Arriviamo, dunque, alla seconda e forse più impellente questione su cui mister Cuesta dovrà lavorare da qui alla partita con la Lazio del sabato precedente a Pasqua: l’atteggiamento. Lungi da me dire che la squadra non ci metta tutto e non provi a raddrizzare le cose quando non vanno, ma semplicemente viene messo in campo troppo poco. Servirebbe avere l’autorevolezza di buttare il cuore oltre l’ostacolo e mettere in chiaro da subito che ci sono delle partite, come quella di ieri, che non possono terminare con un risultato diverso dalla vittoria. La Cremonese andava azzannata dai primi istanti di gara, non aspettata. Bisognava, sin da subito, spingersi alla ricerca di quel gol che avrebbe dato fiducia ai crociati e impaurito i grigiorossi. Come ammesso dallo stesso Giampaolo nel postpartita, un piccolo episodio sfavorevole avrebbe fatto uscire fuori le paure e affossato la voglia di rivalsa dei lombardi. Così non è stato e ora sono i gialloblu ad esser tornati a guardarsi indietro, piuttosto che avanti come era stato fatto nelle ultime settimane. Forse si stava esagerando a proiettare il Parma nella zona sinistra della classifica, ma era allo stesso tempo difficile prevedere che Pellegrino e compagni incassassero due sconfitte così, contro Torino e ancor più Cremonese, senza quasi battere colpo, eccezion fatta per qualche minuto nel primo tempo contro la squadra di D’Aversa. Arrivare ad una partita carichi, con la voglia di offendere più che di attendere non significa perdere equilibrio e anzi può essere un modo per mostrare agli avversari la propria forza. E se poi l’epilogo deve essere quello che si è visto nelle ultime due uscite, tanto vale provarci e uscire dal campo sapendo di aver fatto in modo propositivo il possibile per raggiungere il traguardo. Giocando sempre in questo modo si rischia di essere, in un certo senso, spettatori delle partite, attendendo che arrivi un episodio (vedi il gol di Ordonez a Bologna o quello di Troilo a Milano) a raddrizzare tutto. Per carità, nell’arco della stagione ci stanno momenti del genere, ma non possono e non devono diventare la regola. Qualche volta, specie contro squadre di caratura e di classifica più bassa, il Parma dovrebbe sin dall’inizio provare a fare la voce grossa, andandosi a prendere il risultato. La salvezza, che era lì a un passo ora rischia di allontanarsi nuovamente. Ancora nessun allarme rosso, ma bisogna ritrovare al più presto il Parma dei giorni migliori.

LEGGI QUI: LIVE! Cuesta: "Mi prendo io la responsabilità. Bisogna fare ancora punti e tutti dobbiamo alzare il livello"