Così il gioco del Parma valorizza i suoi giocatori: ora gli occhi sono più su Troilo che su Bernabé. Contro l'Udinese per chiudere definitivamente il discorso salvezza
Con la stagione che volge al termine, anche se l'obiettivo principale resta ancora da conquistare matematicamente, si possono cominciare a tirare le somme per quanto riguarda alcuni aspetti riguardanti il Parma di Cuesta. L'argomento per eccellenza dei crociati in questa stagione ha riguardato senza dubbio l'approccio in campo della squadra allenata dal giovane tecnico spagnolo. Un calcio secondo molti catenacciaro, diciamo anche brutto, ma che alla fine sta sortendo decisamente gli effetti che i tifosi del Parma si auguravano, ovvero il raggiungimento (da sancire ancora definitivamente, lo ricordiamo) della salvezza. Perché si può dire quel che si vuole, ma alla fine, si sa, ciò che conta nel mondo del calcio sono i risultati, più che il mezzo tramite i quali vengono ottenuti. In tal senso al Parma si può rimproverare la poca spettacolarità, ma non i risultati che stanno maturando, nonostante una certa flessione nell'ultimo periodo, considerando la striscia di risultati consecutivi senza vittorie al momento in essere.
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Una seconda questione derivante da quest'argomento principale riguarda la valorizzazione degli elementi a disposizione del Parma. Credo che saremmo tutti d'accordo sul dire che, fino allo scorso anno, il calciatore più in mostra dell'intera rosa crociata fosse, per qualità tecniche, Adrian Bernabé. Al di là di qualche infortunio di troppo che nella scorsa stagione non gli ha permesso di affermarsi in Serie A, il centrocampista spagnolo ha finalmente trovato continuità in questa stagione, ma, anche in virtù del gioco praticato dall'allenatore suo connazionale, l'interesse delle altre squadre sembra si sia spostato verso altri giocatori della rosa crociata. In tal senso, fa piacere leggere tanti elogi nelle ultime settimane a Mariano Troilo, reduce peraltro da una grande prestazione contro il Napoli. Diciamoci la verità, il centrale argentino non aveva esattamente iniziato la sua avventura a Parma nel migliore dei modi, tra autogol, cartellini e brutte prestazioni. Tanto che, a inizio gennaio, si era parlato addirittura di una sua cessione in prestito. Da lì in poi, complice la conoscenza dei meccanismi difensivi e la maggiore familiarità con il calcio italiano, la crescita di Troilo è diventata esponenziale. Il 22enne ex Belgrano può godersi il momento, e forse è proprio lui il giocatore che, lato mercato, ha giovato di più del calcio di Cuesta, vedendo crescere la sua valutazione a vista d'occhio. Troilo che ad oggi riscuote forse più interesse di Bernabé: chi l'avrebbe detto anche solo qualche mese fa?
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C'è poi un altro tema da affrontare, ed è quello, ovviamente, relativo all'attualità del campo. Perché contro l'Udinese il Parma può probabilmente porre definitivamente fine ai giochi, blindando la salvezza con un'eventuale vittoria: arrivando a quota 39, infatti, i crociati si tirerebbero praticamente fuori dai rischi (mancherebbe ancora la matematica, ma è alquanto improbabile pensare che sia Cremonese che Lecce le vincano tutte). I crociati non battono l'Udinese addirittura dai tempi di D'Aversa (stagione 2019/2020), e potrebbe essere l'occasione perfetta per porre fine a questo digiuno, anche perché, come detto, il Parma ha attualmente in essere una striscia di ben sei risultati senza vittorie. Per cui, quale modo migliore di chiudere i giochi, se non con una bella vittoria sabato pomeriggio?


