A Como per ritrovare certezze, identità e quello spirito da trasferta che aveva caratterizzato la scorsa stagione

14.09.2026 00:00 di  Michele Perazzo   vedi letture
A Como per ritrovare certezze, identità e quello spirito da trasferta che aveva caratterizzato la scorsa stagione
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Il programma della quarta giornata del campionato di Serie A 2026-27 si chiude oggi con le sfide Torino-Roma, Como-Parma e Inter-Udinese. I crociati saranno di scena al Sinigaglia contro una squadra reduce da uno straordinario esordio in Champions League, un netto 4-1 rifilato al Lipsia. Il Como è ormai una realtà importante del calcio italiano e può essere considerato a tutti gli effetti una delle grandi del campionato. La formazione lariana è destinata probabilmente a recitare un ruolo da protagonista non solo in Serie A, ma anche in Coppa Italia e in Champions League: dispone infatti di una rosa di alto livello, ben assortita sia dal punto di vista qualitativo sia numerico, capace di sostenere il peso delle tre competizioni senza risentire eccessivamente delle inevitabili rotazioni.

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Per il Parma di Carlos Cuesta si tratta dunque di un impegno estremamente difficile, il secondo lontano dal Tardini dopo la trasferta di Torino contro la Juventus. I gialloblù arrivano all'appuntamento con un solo punto in classifica, conquistato nel pareggio casalingo contro il Monza dopo le sconfitte contro Cagliari e Juventus. A preoccupare maggiormente i tifosi, però, non sono tanto (o soltanto) la classifica o il valore dell'avversario, quanto il livello di gioco mostrato finora dalla squadra; anche la condizione fisica, pur considerando che la stagione è appena iniziata, non sembra ancora ottimale. È vero che non sono mancati segnali incoraggianti, come il primo tempo disputato contro il Cagliari, la reazione dopo il vantaggio della Juventus o la ripresa contro il Monza, tuttavia, nel complesso, il Parma non ha ancora trovato una propria identità definita, né sul piano tattico né nella scelta degli interpreti. Le attenuanti non mancano: le partenze eccellenti, pur previste, il profondo rinnovamento in alcuni reparti, soprattutto in attacco, e gli infortuni di Nicolussi Caviglia e Bernabé, elementi fondamentali nella zona nevralgica del campo, hanno inevitabilmente rallentato il processo di crescita del gruppo. Dal canto suo, Cuesta ha sfruttato la preparazione estiva e le prime settimane della stagione per sperimentare nuove soluzioni tattiche, come il 4-3-3. Scelte che, almeno finora, non hanno prodotto i risultati attesi e la cui compatibilità con le caratteristiche dell'attuale rosa resta da verificare; non è un caso che nelle ultime gare si sia tornati a un assetto più vicino a quello utilizzato nella scorsa stagione. Ieri, nella consueta conferenza stampa della vigilia, Cuesta ha ribadito come la squadra stia lavorando per ritrovare le certezze e lo spirito che ne avevano caratterizzato il percorso nella passata stagione. In quest'ottica, la prima settimana completa di allenamenti con il gruppo definito dopo la chiusura del mercato potrebbe rappresentare un importante punto di partenza per accelerare il processo di crescita e consolidare la nuova identità della squadra.

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Contro il Como, i tifosi si aspettano di rivedere quel Parma combattivo e determinato che, soprattutto lontano dal Tardini, ha saputo conquistare punti pesanti nella scorsa stagione. Proprio il rendimento esterno fu uno dei fattori chiave della salvezza: sei delle undici vittorie complessive arrivarono infatti in trasferta, per un bottino di 24 punti sui 45 totali conquistati a fine campionato. L’auspicio, quindi, è che il Parma possa mostrare progressi sul piano del gioco e trasformarli in un risultato positivo, nonostante le difficoltà del momento e l’oggettiva forza dell’avversario. Dopo la sfida del Sinigaglia, i crociati saranno attesi da un altro delicato impegno, questa volta al Tardini, contro il Genoa; al termine di questo doppio appuntamento arriverà la lunga sosta per le nazionali, che quest'anno si protrarrà per circa tre settimane. Presentarsi a quel momento con una classifica migliore sarebbe fondamentale per lavorare con maggiore serenità, consolidare i meccanismi di squadra e rafforzare fiducia ed entusiasmo. L'obiettivo è evitare che una pausa potenzialmente preziosa si trasformi in un periodo caratterizzato da ulteriori pressioni e incertezze.

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