La classifica si muove, ma che fatica! Al Tardini il Parma strappa un punto al Monza ma la situazione continua a essere complessa. Davanti si crea poco e dietro manca stabilità
Il Parma conquista il primo punto del suo campionato, ma la strada da fare è ancora lunga e tortuosa. Dopo un primo tempo oggettivamente brutto e chiuso in svantaggio, la formazione di Cuesta è stata in grado di reagire, aggrappandosi a Simone Lontani e pareggiando la gara. Ci sarà molto da lavorare ancora nelle prossime settimane, soprattutto per trovare il migliore assetto possibile in attacco. I gialloblu, anzi i rosanero vista la terza maglia indossata oggi tra le proteste dei tifosi, hanno tirato solo 6 volte nel corso della gara, 3 delle quali in porta. Il Monza, al contrario ha tentato la conclusione ben 16 volte e, a mio parere, se avesse vinto non avrebbe rubato nulla. Il problema non è tanto quello della tenuta fisica: fa ancora tanto caldo e siamo a inizio stagione, ci sta non avere la brillantezza giusta per tutti i 90’. La questione è più tecnico-tattica: continuo ad avere l’impressione che i crociati non sappiano bene come sviluppare un’azione pericolosa, a chi affidare la palla per provare a scardinare le retroguardie avversarie.
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Rispetto al mio ultimo editoriale, quello di fine mercato, è arrivato un regista, Vincent Sierro, che mister Cuesta ha dovuto buttare dentro nella ripresa per tentare di dare ordine al suo gioco. Nel primo tempo, infatti, né Ordonez, né Keita avevano avuto la capacità di abbassarsi tra le linee e pilotare i compagni con le loro giocate. Sierro, invece, seppur non in perfette condizioni, ha dimostrato di saper gestire con calma la palla e di poter innescare i compagni. Il suo arrivo si rivelerà fondamentale per questa squadra, specie fino al pieno recupero dall’infortunio di Nicolussi Caviglia. Niente è stato fatto invece sul fronte dell’esterno destro offensivo e la formazione crociata continua a risentirne. Domenica credo si sia conclusa l’esperienza di Brtischgi in quel ruolo: lo svizzero ha giocato con la solita voglia e intensità, ma lì ci vuole qualcuno con delle caratteristiche diverse dalle sue. Mangas non ha avuto problemi nel fermarlo e quand’anche l’elvetico fosse riuscito a superarlo ci sarebbe stato il braccetto di sinistra o il centrale del Monza a dirgli di no. Nella ripresa, con Frigan e Almqvist, la situazione è andata leggermente a migliorare, ma anche da loro ci si aspetta qualcosa in più: un’invenzione, una giocata, un sussulto.
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La vera nota dolente del pomeriggio sono però, sempre secondo il mio parere, le prestazioni di Romero e soprattutto Touré. L’argentino non si è praticamente mai visto, sormontato dai difensori avversari. Va trovato al più presto un modo per servirlo: non è Pellegrino, non ha la sua fisicità e non può raggiungere le sue vette. Con lui bisogna giocare in maniera diversa, più nel fraseggio, più in verticale. Peggio di lui ha fatto però l’ex Atalanta: schierato in diverse posizioni non è riuscito a imprimere la giusta velocità e la corretta precisione alle sue giocate. Deve essere lui quello in grado di ripartire e dare ossigeno ai crociati quando sono bassi e con il Monza non lo ha fatto praticamente mai. Anche nella ripresa, quando il Parma si è alzato un po’ di più, l’apporto di Touré non è stato positivo. Cuesta dovrà anche in questo caso trovare l’incastro giusto e in questo quadro pare impossibile a oggi rinunciare a Lontani: il classe 2008 è fin qui l’unico marcatore stagionale e sembra essere anche il solo elemento in rosa che, appena tocca la palla, mira subito alla porta per tentare di centrare il bersaglio grosso. Si dovrà necessariamente ripartire da lui per costruire il Parma delle prossime uscite.
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L’ultima osservazione vorrei farla sulla difesa: il bunker impenetrabile che il Parma era nella scorsa stagione ancora non lo abbiamo visto: la difesa a 4 non ha fornito le risposte che Cuesta si aspettava e ora sembra si vada sempre più verso un ritorno al blocco a 5. Va ritrovato il miglior Troilo, che schierato più sulla sinistra contro il Monza non ha impressionato e va anche dato tempo a Diego Carlos di tornare in condizione: buttato pronti via nella mischia sicuramente non ha offerto una buona prova, ma c’è da dire che non giocava da maggio e questo non può essere un dettaglio. Che sia già stata accantonata del tutto l’idea 4-3-3? Onestamente non lo so e al momento si fa fatica a capirlo con chiarezza. In difesa si tentano di coprire bene gli spazi, ma è la fase di possesso a lasciarmi più interdetto e quella per la quale si dovranno trovare nuove soluzioni al più presto.
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