Cherubini indica la strada da seguire: serve un Parma compatto e combattivo, ma bisogna creare di più in attacco. I giocatori del Parma sono richiesti sul mercato, ma non verranno svenduti.
Giornate interessanti quelle che ci siamo messi alle spalle, preludio di ciò che arriverà da qui a breve in casa Parma. Oggi, infatti, si concluderanno le vacanze per tutti i calciatori gialloblu (Circati e Suzuki esclusi), che da lunedì inizieranno la preparazione in vista della prossima stagione. E a tagliare ufficialmente il nastro sul 2026/27 ci ha pensato il CEO della società gialloblu Federico Cherubini, che ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta di Parma, nella quale ha fatto chiarezza sui principali temi del momento. Due sono, dal mio punto di vista, i segnali che ha voluto lanciare il dirigente crociato: lato campo si riparte da Cuesta e dalle sue convinzioni provando a far meglio; e lato mercato il Parma non è obbligato a vendere e lo farà solo a determinate condizioni.
Partiamo dal capitolo campo, che poi è quello che più interessa i tifosi e quello che alla fine fa capire se tutto il lavoro svolto dal club è stato positivo o meno. Il Parma ha concluso la scorsa stagione in modo eccellente, assicurandosi la salvezza matematica già ad aprile e mostrandosi una squadra solida e difficile da battere. In ciò, Cherubini riconosce il grande lavoro fatto da mister Carlos Cuesta, riconfermato dopo un confronto avvenuto poco dopo il match contro il Sassuolo. Il CEO ha definito il tecnico “molto motivato ed entusiasta di lavorare al progetto Parma” e ha rivelato che gli è stato chiesto di mantenere la compattezza e l’aggressività tipica della sua squadra. Cuesta, dal canto suo, vorrebbe avere più soluzioni per migliorare la fase offensiva. Vien da sé che la società debba lavorare sul mercato per accontentare il mister e qualcosa si sta già muovendo: Fazzini (che pare abbia scelto Cagliari), Strefezza, Maldini sono tutti nomi che il Parma sta osservando con attenzione e che sembrano far presagire la volontà della società di dare al proprio allenatore un pizzico di fantasia in più rispetto alla passata stagione. Se questi (eventuali) innesti porteranno a un cambio modulo è difficile per dirlo: il 5-3-2 proposto per gran parte dello scorso anno è stato efficace, ma è molto probabile che in preseason si decida di sperimentare, per capire se questa squadra è in grado di offrire qualcosa di diverso, soprattutto dal punto di vista offensivo. Dare per scontato che ciò che ha funzionato lo scorso anno funzioni anche il prossimo sarebbe un errore che sono sicuro mister Cuesta non voglia commettere.
E se il mercato in entrata aspetta il momento giusto per decollare, quello in uscita è molto caldo, soprattutto per un paio di nomi che fanno gola a diversi club italiani e stranieri. Cherubini, intanto, ha praticamente confermato la partenza di Zion Suzuki: il nipponico ha l’ambizione di giocare le coppe europee e la società non gli tarperà le ali, specie dopo aver già trovato e messo sotto contratto il suo sostituto, Daffara. La destinazione più probabile per il portiere è l’estero secondo il CEO, con più di una società di Premier League che si è mostrata interessata a lui. Diversa, invece, la situazione per quanto riguarda altri due big del Parma: Bernabé e Pellegrino piacciono eccome, ma la società ha ribadito che non ha necessità di vendere. Per lo spagnolo, che è in scadenza di contratto, l’uscita resta comunque probabile, ma ancora nulla è definito. Il numero 9, dal canto suo, ha attirato su di sé gli occhi della Juventus, ma Cherubini al momento ha frenato: se dovesse partire, lo farà solo per la cifra ritenuta giusta dal Parma. Tradotto: non si svende nessuno e non basta che qualcuno esprima la sua volontà di andar via per essere ceduto. Quest’ultima considerazione è molto importante e sottolinea ancora una volta la solidità economica del presidente Krause. I talenti del Parma non sono in vendita, poi se arrivano offerte irrinunciabili per società e giocatore, come avvenuto per Leoni 12 mesi fa, è normale che si facciano delle valutazioni.
Quello che in generale emerge dell’intervista di Cherubini è la volontà di non rendere la scorsa stagione un qualcosa di unico, bensì un qualcosa da cui ripartire e se possibile da migliorare. Le intenzioni ci sono tutte, poi bisognerà lavorare dentro e fuori dal campo per trasformare le parole in fatti. La stagione 2026/27 è ormai alle porte e da lunedì si inizierà a correre sotto il caldo sole di luglio, per costruire la miglior versione possibile di questo Parma 2.0 targato Cuesta.


