Il cantiere Parma è aperto: contro il Cagliari si sono intraviste alcune idee, ma tra esperimenti e assenze le certezze sono ancora poche. E fra una settimana chiude il mercato
Non è stato l’inizio di campionato che ci si aspettava. Il debutto del nuovo Parma nella Serie A 2026-2027 si è tradotto in una sconfitta al Tardini contro il Cagliari. Il successo degli isolani per 1-0 è apparso pienamente meritato: prima della rete decisiva di Romano al 79’, infatti, i rossoblù di Pisacane erano già andati più volte vicini al gol, soprattutto nella ripresa. Eppure, nel primo tempo i crociati non avevano affatto demeritato, pur evidenziando meccanismi ed automatismi da migliorare in un assetto tattico ancora fluido. Schierati da mister Cuesta con una sorta di 4-2-3-1, avevano mostrato principi di gioco differenti rispetto alla scorsa stagione: maggiore propensione al gioco palla a terra e ricerca di un pressing offensivo, seppur non costante, sulla prima impostazione avversaria per recuperare il pallone il più vicino possibile all’area del Cagliari. La ripresa, però, ha raccontato un’altra partita. Il Parma è apparso confusionario e probabilmente anche in debito di energie. Soprattutto, non è riuscito a trovare quel cambio di passo che invece il Cagliari ha saputo produrre, conquistando progressivamente il controllo del centrocampo e costringendo i gialloblù nella propria metà campo fino a trovare il gol vittoria nel finale.
La gara ha offerto diversi spunti di riflessione: se da un lato è emersa la volontà di proporre un calcio più offensivo, dall’altro era lecito attendersi qualcosa di più concreto rispetto a un’impostazione tattica ancora in fase di sviluppo. È vero che le amichevoli preseason non erano state particolarmente brillanti, ma il successo in Coppa Italia contro il Catania, pur con tutte le cautele dovute alla differenza di categoria, aveva lasciato immaginare una squadra più avanti nel proprio percorso di crescita. La sfida contro il Cagliari ha invece confermato che il cantiere Parma è ancora ampiamente aperto. In attacco, per esempio, il Parma dispone attualmente di Romero, Frigan ed Elphege, oltre al giovane De Martis. Per varie ragioni, però, nessuno di loro è stato impiegato nella gara, ad eccezione del breve spezzone finale concesso a Elphege. Cuesta dovrà individuare il riferimento offensivo su cui costruire la propria idea di gioco, valorizzandone al massimo le caratteristiche, così come il prescelto dovrà adattarsi al sistema di gioco adottato dall’allenatore. In questo contesto, Touré ieri è sembrato maggiormente adatto a un ruolo di esterno offensivo o seconda punta, dove velocità e mobilità potrebbero essere sfruttate con maggiore efficacia. C’è poi il tema degli esterni d’attacco: se l’intenzione è quella di utilizzare il 4-3-3, o comunque un sistema che faccia largo uso delle corsie laterali, sarà necessario poter contare su una batteria di interpreti numerosa e specializzata. Al momento, invece, la rosa non sembra particolarmente abbondante in quel settore, soprattutto sulla fascia destra, dove spesso si è fatto ricorso ad adattamenti. A centrocampo si è inoltre parecchio avvertita l’assenza di Nicolussi Caviglia, il giocatore chiamato a dirigere la manovra nella zona nevralgica del campo. È possibile che proprio la ricerca di opzioni alternative in sua assenza abbia spinto Cuesta a sperimentare nuove soluzioni, con Bernabé impiegato in una posizione più laterale e Keita avanzato rispetto al consueto. Una scelta finalizzata a sfruttare la capacità del belga di recuperare il pallone, la sua fisicità nella protezione della sfera e gli inserimenti offensivi. Lo stesso Bernabé non è sembrato ancora completamente a suo agio in questo ruolo, ma va riconosciuto che è stato praticamente l’unico in grado di leggere e cercare le corse di Touré con filtranti capaci di valorizzarne i movimenti. Al momento l’unico punto fermo sembrerebbe essere la difesa a quattro, ma molto dipenderà anche dalle caratteristiche del sostituto di Circati che arriverà dal mercato. Tra le note positive vanno segnalate la conferma di Lontani, sempre più prezioso negli equilibri della squadra, e il tutto sommato positivo esordio in Serie A di Konaté.
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Certo, la sconfitta di ieri ha lasciato l’amaro in bocca. Perdere in casa contro una diretta concorrente e mostrare difficoltà così evidenti sul piano del gioco non è certo un segnale incoraggiante, e il calendario non concede pause: il prossimo turno i crociati saranno impegnati sul campo della Juventus. Tuttavia, è evidentemente ancora troppo presto per trarre conclusioni o formulare giudizi, che sarebbero affrettati. Come detto, il cantiere Parma è pienamente aperto e molti di quelli che saranno o dovrebbero essere i protagonisti della nuova stagione devono ancora essere valutati all’opera o completare il proprio inserimento nell’ambiente gialloblù. La strada intrapresa è quella del cambiamento e ogni cambiamento richiede tempo, pazienza e lavoro. Senza dimenticare che il mercato è ancora aperto e che l’ultima settimana potrebbe portare rinforzi utili ad accelerare il processo di crescita della squadra di Cuesta.


