Brusco stop a Torino: ma contro la Cremonese il primo match point salvezza, tra criticità, riflessioni e un margine da gestire

16.03.2026 00:00 di  Michele Perazzo   vedi letture
Brusco stop a Torino: ma contro la Cremonese il primo match point salvezza, tra criticità, riflessioni e un margine da gestire
TUTTOmercatoWEB.com
© foto di www.imagephotoagency.it

La sconfitta di Torino è arrivata come una doccia gelata a spegnere gli entusiasmi generati dal filotto di cinque risultati utili consecutivi. Non si poteva certo pensare di mantenere per tutto il resto del campionato la media punti ottenuta dal Parma nel mese di febbraio, ma quella serie positiva aveva indotto molti a credere che il traguardo della salvezza fosse ormai raggiunto e che, nella parte finale della stagione, si potesse ambire a una posizione più nobile nella metà sinistra della classifica. Con nove giornate ancora da giocare e 27 punti a disposizione, tutto è ancora possibile, ma ancora una volta si è compreso come nel campionato di Serie A nulla sia facile o scontato. Anche una squadra che si distingue per una solidità difensiva tra le migliori del torneo può incassare quattro gol in una singola partita. Non è la prima volta che accade: nel periodo a cavallo tra gennaio e febbraio, infatti, i crociati subirono quattro reti sia a Bergamo contro l’Atalanta sia in casa contro la Juventus nella gara successiva. In quella occasione, però, il Parma seppe reagire con carattere, dando il via alla serie positiva interrotta proprio ieri a Torino, ancora una volta con una partita conclusa con quattro gol al passivo.

Analizzando le prestazioni, emergono tuttavia elementi che rendono queste sconfitte molto diverse tra loro. Contro Atalanta e Juventus i crociati furono nettamente surclassati nel gioco e nelle occasioni da rete, tanto che il passivo avrebbe potuto essere anche più pesante (la Juventus, ad esempio, si vide annullare il gol del possibile 1-5 per un fuorigioco millimetrico). Contro il Torino, invece, la sconfitta (pur meritata nel complesso) appare maggiormente figlia di episodi negativi. L’errore di Suzuki sul primo gol è tanto evidente quanto inusuale per questi livelli ed è riconducibile alla categoria degli “infortuni”, così come l’uscita anticipata di Cremaschi, questa volta per un problema fisico reale, ha inevitabilmente stravolto i piani della squadra. Nonostante queste difficoltà, nel primo tempo il Parma ha disputato una buona prova, reagendo con personalità e dimostrando di essere pienamente in partita. Nella ripresa, però, due reti incassate in appena due minuti (la seconda su una sfortunata autorete di Keita) hanno indirizzato definitivamente l’incontro verso la sponda granata. Si tratta quindi di una sconfitta che può starci, dopo gli undici punti conquistati nelle precedenti cinque partite.

LEGGI QUI: Seconda vittoria di D'Aversa contro il "suo" Parma: i crociati in Serie A non hanno ancora battuto il loro ex allenatore

È però altrettanto vero che non bisogna ridurre tutto esclusivamente a episodi sfavorevoli, per quanto questi abbiano avuto un peso determinante nella serata di venerdì. Ci sono infatti diversi aspetti che lo staff gialloblù dovrà attentamente valutare in vista delle prossime gare. Al di là della situazione legata a Suzuki, che (come dichiarato dallo stesso Cuesta nel post-partita ) vista l’importanza del portiere giapponese necessita di essere gestita con il massimo supporto possibile dopo il lungo infortunio, emergono altre criticità: Circati sta attraversando un periodo di forma non brillante; Oristanio, nonostante la rete segnata contro il Cagliari, fatica a trovare continuità di rendimento; Ondrejka viene utilizzato con il contagocce pur essendo formalmente recuperato dal punto di vista fisico. L’infortunio di Bernabé ha poi privato il centrocampo dell’elemento con le maggiori caratteristiche offensive, senza che siano ancora chiari i tempi di recupero, mentre Nicolussi Caviglia non sta trovando lo spazio che ci si poteva attendere. A tutto ciò si aggiunge l’infortunio di Cremaschi: la rottura del menisco esterno del ginocchio sinistro renderà necessario un intervento chirurgico che lo terrà fuori per il resto della stagione, come annunciato dallo stesso giocatore. Infine, l’ammonizione rimediata da Delprato a Torino comporterà la squalifica del capitano per la prossima gara.

LEGGI QUI: Cuesta a Sky: "Non siamo riusciti a reagire la seconda volta. Suzuki? Ha dato la vita per la squadra"

Ci sono dunque diversi elementi di riflessione (e qualche motivo di preoccupazione) in vista della prossima sfida contro la Cremonese, che può essere considerata un primo match point in ottica salvezza. In attesa del risultato dell’incontro tra Cremonese e Fiorentina in programma questa sera allo Zini, nella peggiore delle ipotesi i crociati manterranno comunque nove punti di vantaggio sulla terzultima, un margine significativo a nove giornate dalla fine del campionato. Si tratta di un vantaggio meritato, costruito con determinazione, sacrificio e coesione, che consente alla squadra di Cuesta di non essere costretta a forzare costantemente la ricerca della vittoria, ma di poter gestire al meglio le situazioni di gara, spingendo quando necessario e controllando il ritmo quando le circostanze lo permettono o lo richiedono. Una vittoria metterebbe senza dubbio il sigillo definitivo al discorso salvezza, ma sarà fondamentale affrontare questo momento con l’equilibrio e la compattezza che la squadra ha dimostrato di possedere nel corso della stagione, al netto delle eccezioni sopracitate, come quella di Torino. L’obiettivo deve essere quello di conquistare i tre punti per affrontare la successiva sosta del campionato con serenità e, magari, iniziare a programmare con anticipo la prossima stagione, evitando al tempo stesso il rischio di vivere un nuovo finale di campionato in apnea che questa squadra, per quanto mostrato finora, e i suoi tifosi, non meritano.

LEGGI QUI: No Bernabè, no party: senza il suo numero 10, Cuesta deve trovare un altro leader tecnico