Anche un punto fa brodo: un anno dopo, il Parma ha imparato la lezione. Prima gioia per Oristanio: il gol può esser la cura migliore
Un anno dopo, il mondo si è ribaltato. Nel giro di dodici mesi, siamo passati dal commentare un Parma sprecone, che non riusciva a raccogliere quanto seminato, ad una squadra estremamente cinica e caparbia. Il grande merito di Cuesta è proprio questo: aver trasformato il suo Parma in una squadra spietata, che quando annusa l'odore del sangue, azzanna. 10 punti in 12 gare sono un bottino da sogno per una squadra che vuole salvarsi. Un cammino netto quello intrapreso nelle ultime settimane, che a suon di gol nel finale di gara, ha portato i ducali veramente ad un passo dall'obiettivo. Quando decidi le partite segnando nel finale per ben quattro gare di fila, non può rappresentare un caso. Soprattutto se ti chiami Parma e, un anno fa, le partite le perdevi proprio nel finale di gara.
Facciamo un passo indietro, riavvolgendo il nastro alle due partite dell'anno contro Milan e Cagliari. Nel gennaio precedente, il Parma di Pecchia si presentò a San Siro con coraggio e personalità, giocando una grande partita e arrivando al 90' avanti di un gol. Un pomeriggio da sogno, che nel giro di pochi minuti diventò incubo: nel momento decisivo, i crociati crollarono, subendo due reti e buttando alle ortiche tutto il lavoro svolto. Un anno dopo invece, il Parma ha sofferto, ma è rimasto a galla e nel finale, invece che scogliersi come neve al sole, è venuto fuori con carattere. La zuccata di Troilo ha fatto il resto, regalando i tre punti ai ducali e vendicando la sconfitta della passata stagione.
Venendo invece al pareggio contro il Cagliari, il Parma è riuscito nell'unica cosa che conta davvero in questo momento: muovere la classifica. Un obiettivo inseguito, di settimana in settimana, da ogni squadra che lotta per la salvezza: questo prevede che, quando una partita si complica, ci si possa accontentare di portare la nave in porto e strappare un punto, piuttosto che restare a mani vuote. Alla fine tutto fa brodo nella rincorsa per la salvezza, anche un solo punto, e il Parma quest'anno si è calato più che mai in questa mentalità. Non dimentichiamoci però che questa squadra, un anno fa, ha sprecato tante occasioni, venendo meno nei momenti chiave nella partita. Proprio nel febbraio scorso, il Parma a Cagliari perdeva uno scontro diretto fondamentale, in un momento delicato della stagione: i crociati, sotto di un gol, invece che restare in partita, subirono la rete del raddoppio in contropiede, una condanna sulla partita e sul futuro di Pecchia sulla panchina emiliana.
Ieri invece, il Parma non si è scomposto dopo il gol subito e con pazienza, pur senza idee chiare, si è buttato con carattere e fame in cerca del pari. Un pareggio che alla fine è arrivato, in un modo o nell'altro, con un rimpallo un po' fortunato, ma è arrivato. Ripeto, non è solo un caso, non può esserlo se succede così tante volte. Il Parma, un anno dopo, è cresciuto, ha imparato la lezione e finalmente è una squadra matura. Non bella, non spettacolare, ma concreta. Il risultato? 33 punti in classifica, 3 in meno rispetto al bottino al termine del campionato scorso. E siamo solo a fine febbraio. Il pareggio contro il Cagliari non è quindi soltanto il quarto risultato utile consecutivo, ma è anche un'ulteriore conferma dell'evoluzione di questa squadra. Un gruppo unito, che ora sta anche recuperando pezzi.
Frigan, Suzuki e... Oristanio. La rete di ieri può rappresentare l'inizio del secondo capitolo dell'avventura a Parma per l'ex Venezia. Dopo mesi veramente difficili, tra infortuni e prestazioni opache, ieri è tornato a sorridere, segnando da ex una rete pesante per la corsa salvezza del Parma. Un gol che può davvero rappresentare una svolta nel suo percorso e che può restituire a Cuesta un'arma in più. L'immagine della sua serata per qualcuno sarà l'esultanza assieme ai compagni, ma per me è un'altra: è la rincorsa fino alla bandierina sotto l'ovazione della Curva Nord, per strappare un pallone all'esterno avversario. Uno sprint fatto di entusiasmo, gioia e ritrovata serenità. A conferma che il gol è la cura migliore a tutte le difficoltà di questi mesi. Un'iniezione di fiducia, ora si attende continuità. La classifica può aiutare in questo senso.


