Almqvist fa Ka-Chow! e porta a casa i tre punti. Il Parma ancora non convince, ma la prima vittoria tranquillizza l’ambiente e allenta la pressione su Cuesta. Ora su le maniche e continuare a lavorare
“Velocità, sono pura velocità. Sono veloce, sono più che rapido, sono una saetta”. È così che inizia uno dei film di animazione più iconici di sempre, Cars - Motori Ruggenti, che in queste settimane è tornato al cinema per celebrare il suo ventesimo compleanno. La frase con la quale si caricava Saetta McQueen prima di scendere in pista potrebbe essere la stessa che si ripete Pontus Almqvist prima di andare in campo. Nelle ultime due settimane, partendo dalla panchina, lo svedese ha servito a Como un assist per il gol di Romero e contro il Genoa ha messo a segno la rete del 2-1 che è valsa la prima vittoria in Serie A al suo Parma. In entrambe le occasioni, il numero 11 è andato via come un fulmine alle difese avversarie e, contro i rossoblu, ha concluso l’azione con un gol davvero importante per la stagione dei suoi. La rete di Almqvist non cancella una prestazione con diversi punti problematici da parte del Parma ma consente ai gialloblu di arrivare alla sosta con 4 punti e una maggiore tranquillità per poter lavorare e migliorare di giorno in giorno.
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Contro il Genoa, Cuesta ha scelto nuovamente la difesa a tre, con Delprato non braccetto ma esterno a tutta fascia. La scelta ha premiato dal punto di vista difensivo, con i crociati che hanno sofferto tutto sommato poco i blandi tentativi offensivi della formazione rossoblu. Meno convincente la prestazione offensiva offerta oggi dai gialloblu, che hanno concluso verso la porta di Bijlow solo due volte, ma sono stati bravi a trasformare quelle due occasioni in gol prima con Romero e poi come detto con Almqvist. Nel primo tempo è sembrato di rivedere tanto la formazione dello scorso anno: bassa e pronta a ripartire con i lanci lunghi. Peccato che, a differenza dello scorso anno, non ci fosse Pellegrino, ma Romero. Fisicamente, come mi è capitato di ribadire, i due argentini sono diversi ed è impensabile costruire azioni pericolose affidandosi ai lanci lunghi di Corvi o chi per lui a trovare le spizzate di Romero. Il nuovo numero 9 lotta tanto, ma può poco contro di testa i vari Ostigard, Marcandalli, Otoa ecc.. Cambia, e di parecchio, la sua capacità di giocare palla a terra e la prima volta che Touré lo ha trovato tra le linee, el Rulo ha dimostrandosi tutto il suo valore, bevendosi la difesa del Genoa e facendo esplodere per la prima volta il Tardini.
Da dove si riparte dopo questa vittoria? Dalla consapevolezza che la squadra sta lavorando bene e che si deve continuare a migliorare. La speranza è che si possa fare il tutto con più tranquillità, senza le continue voci sulla panchina di Cuesta in pericolo. Ma io voglio sperare che la situazione non sarebbe cambiata neanche se Almqvist avesse sbagliato quel gol: mandare via Cuesta ora non avrebbe davvero avuto senso in questo momento. L’allenatore ha bisogno di tempo e gli va dato: dovesse arrivare qualcun altro, siamo così sicuri che questa squadra sia in grado di cambiare il suo gioco e di fornire un calcio champagne? Io ne dubito fortemente e credo anzi che vada seguito fino in fondo il progetto Cuesta, vedendo dove ci si troverà tra qualche mese e poi lì, eventualmente prendere delle decisioni. Dopo la sosta ci sarà l’Inter, poi il Torino, la Lazio, l’Udinese e l’Atalanta. Gare tutte difficili, ma da affrontare con il giusto spirito e mostrando i miglioramenti necessari. La speranza è che la saetta di Almqvist abbia svegliato l’ambiente e fatto iniziare una volta per tutte il campionato 2026/27 del Parma.


