Al Parma manca ancora l'unico rinforzo veramente indispensabile: dal sogno Schjelderup ad una realtà ridimesionata

31.01.2026 00:00 di  Tommaso Rocca   vedi letture
Al Parma manca ancora l'unico rinforzo veramente indispensabile: dal sogno Schjelderup ad una realtà ridimesionata

Il Parma oggi ha presentato i primi tre rinforzi di un mercato invernale che sembrava non voler decollare ma che poi tutto d'un colpo, nel giro di 24 ore, ha portato in città un terzino, un centrocampista e un attaccante. Tre tasselli che vanno a rimpolpare la rosa, aggiungendo elementi nelle zone di campo rimaste scoperte per le uscite. Al posto di Djuric e Cutrone, il Parma ha accolto Elphege, mentre il vuoto lasciato da Lovik è stato colmato da Carboni. Infine, a livello numerico, Nicolussi Caviglia rimpiazza il partente Hernani, sebbene in questo caso con caratteristiche ben diverse. Con Nicolussi Caviglia il Parma trova un giocatore di ordine e geometrie, che potrà dare una mano preziosa alla prima fase di impostazione, il classico regista di inizio manovra che proverà a rendere più fluida la costruzione della squadra di Cuesta. Un rinforzo di valore, che conosce il campionato e la piazza e saprà dialogare con Keita, Bernabé e gli altri componenti del centrocampo. 

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Con questi tre rinforzi siamo a posto? Cuesta risponderebbe di sì, visto che, a pochi giorni dall'arrivo dei tre innesti, aveva bleffato in conferenza dichiarando di "sentirsi coperto". La mia risposta però onesta e diretta è assolutamente no. Più volte negli articoli precedenti e nel podcast Parole Crociate a cura della nostra redazione, avevo ribadito i miei desideri per questa sessione mercato. Ritenendo la rosa del Parma piuttosto completa e in grado di centrare l'obiettivo salvezza, non mi aspettavo troppi innesti, ma piuttosto interventi mirati con acquisti di spessore nelle zone di maggiore necessità. Anzi, un solo acquisto. A mio avviso infatti, la società avrebbe dovuto regalare a Cuesta un giocatore offensivo con colpi, estro, dribbling e gol nelle gambe. Un investimento importante per un elemento pronto per fare la differenza e sbloccare un reparto offensivo prevedibile, con poche soluzioni e, di conseguenza, poco prolifico. 

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Su questa mia visione, avevo cercato riscontri da mister Cuesta in conferenza alla vigilia della sfida contro l'Inter, ma il tecnico crociato aveva dribblato la domanda, come abilmente fatto con tutte le altre avanzate dai colleghi sul tema. Devo esser sincero che però, quando avevo visto i primi rumors su Schjelderup, avevo iniziato a pregustare il grande colpo. Il talento norvegese mi aveva colpito già prima del suo arrivo al Benfica, conoscevo i suoi colpi e le sue qualità ed ero convinto che, in una piazza come Parma, sarebbe potuto tornare su altissimi livelli. Il suo profilo a mio avviso era anche quello ideale per le necessità di questa squadra e avrebbe fatto al caso di Cuesta. Purtroppo però, proprio quando mi ero convinto che, avendo trattato Schjlederup, la società avesse le mie stesse idee sul mercato, mi son dovuto ricredere.

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La trattativa per portare il norvegese a Parma si è rivelata molto complicata e i due gol realizzati in Champions League contro il Real Madrid l'hanno resa ancora più impossibile. Morto uno Schjelderup se ne fa un altro, pensavo, ma l'evoluzione del mercato ha portato il Parma a virare su Zito Luvumbo. Per quanto l'angolano possa esser un giocatore utile alla causa del Parma per le caratteristiche che lo contraddistinguono, allo stesso tempo percepisco il passare da Schjlederup a Luvumbo come un ridimensionamento inaspettato. Quando parlavo di un grande colpo capace di fare la differenza e risolvere parte dei problemi di questo reparto avanzato, di certo non pensavo a Zito Luvumbo, finito ai margini a Cagliari e in parabola discendente negli ultimi mesi. Se dovesse arrivare in Emilia, mi auguro che questo possa essere il trampolino giusto per il suo rilancio, ma rispetto alle aspettative che avevo a inizio mercato non nascondo un pizzico di delusione. Ribadisco il concetto, Luvumbo può esser un innesto utile e potrà dire la sua, ma non è sufficiente a mio avviso a colmare le lacune di questo reparto offensivo. 

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La domanda ora che mi viene da pormi è come giocherà il Parma nei prossimi mesi? Il 4-3-3 è un modulo la cui efficacia dipende inevitabilmente dal rendimento degli esterni offensivi e con tutte le attenuanti del caso, Ondrejka e Oristanio al momento non rappresentano alcuna garanzia. Lo dicono i numeri: 0 gol e 0 assist nella decina di partite disputate a testa. Un apporto che non può bastare. Inoltre, con l'infortunio che terrà fuori Almqvist per mesi, avere solo due esterni, peraltro reduci da lunghi stop, non lascia dormire sonni tranquilli. Per questo penso che si continuerà a portare avanti anche il 3-5-2, con Pellegrino (o il suo vice Ephenge, in caso di necessità) affiancato da uno tra Ondrejka, Oristanio e Benedyczak, a seconda dell'avversario e delle partite. In attesa anche di Frigan, che dovrebbe tornare a disposizione per lo sprint finale. In quel caso però, forse servirebbe un centrale di difesa in più viste le assenze? Attendiamo queste ultime ore di mercato, dove potrebbe nascondersi qualche sorpresa. La speranza è di non avere rimpianti a fine stagione.

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