A un passo dal traguardo: grazie al cuore e alla forza del gruppo il Parma potrebbe festeggiare già sabato davanti alla sua gente

20.04.2026 00:00 di  Michele Perazzo   vedi letture
A un passo dal traguardo: grazie al cuore e alla forza del gruppo il Parma potrebbe festeggiare già sabato davanti alla sua gente
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Ormai ci siamo: dopo la vittoria di Udine, il traguardo per i crociati è davvero a un passo. Il pareggio della Cremonese contro il Torino ha inoltre aperto scenari più favorevoli già dal prossimo turno, abbassando la quota necessaria per la permanenza in Serie A. I grigiorossi, anche vincendo tutte e cinque le gare rimanenti, potrebbero arrivare al massimo a quota 43 punti; di conseguenza, una vittoria del Parma sabato contro il Pisa unita a un pareggio o a una sconfitta della Cremonese, impegnata al Maradona contro il Napoli, garantirebbe la salvezza matematica alla squadra di Cuesta. Potrebbe anche bastare il pareggio, in caso di doppia sconfitta del Lecce contro la Fiorentina (questa sera alle 20.45) e il prossimo turno contro il Verona. Da notare che i crociati avranno il vantaggio di scendere in campo conoscendo già l’esito di Napoli‑Cremonese, gara in programma venerdì sera.

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In questi mesi si sono spesi fiumi di parole sul gioco del Parma di Cuesta, alimentando il consueto dibattito fra i “giochisti”, che invocano un calcio più votato all’attacco, e i “risultatisti”, che invece prediligono un approccio più pragmatico. La squadra e il suo allenatore, però, hanno continuato con convinzione nel proprio percorso, costruendo passo dopo passo un’identità chiara e riconoscibile. Al di là dei moduli tattici e delle soluzioni adottate, ciò che emerge con forza è la compattezza del gruppo e la condivisione dei principi: essere pronti al sacrificio per il compagno e per il bene della squadra, lottare insieme per un obiettivo comune. Concetti forse semplici e scontati, ma che da sempre nel calcio, uniti alle qualità tecniche degli interpreti, rappresentano la base per raggiungere traguardi importanti a qualsiasi livello. Naturalmente, anche nel Parma di Cuesta non mancano aspetti da migliorare, come lo stesso staff tecnico ha riconosciuto, soprattutto in fase offensiva e nella capacità di creare un numero maggiore di occasioni da gol. Qualche progresso, a tratti, si inizia già a intravedere, anche grazie a innesti mirati arrivati dal mercato invernale, rivelatisi funzionali alle idee del tecnico. Ora la speranza è che proprio in questo finale di stagione si possa accelerare il percorso di crescita, abbinando una maggiore incisività offensiva alla solidità ormai consolidata. Per il futuro, poi, ci sarà tempo e modo di parlare di mercato e di eventuali cambiamenti.

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Negli ultimi tempi si sta forse iniziando a riconoscere come il lavoro di Cuesta nella costruzione di questa alchimia di squadra sia stato in parte sottovalutato, offuscato da una lettura troppo rigida del concetto di “bel gioco”. Lo stesso tecnico gialloblù ha più volte sottolineato come giocare bene possa assumere molteplici significati: creare occasioni e segnare, ma anche sapersi difendere con organizzazione e compattezza ottenendo risultati anche contro avversari tecnicamente superiori. Nel suo primo anno da allenatore, Cuesta ha scelto di privilegiare questa seconda strada, per convinzione, per necessità di adattamento o per una combinazione di entrambe. Una scelta che, numeri alla mano, si è rivelata vincente: nove vittorie, sei delle quali in trasferta, 39 punti in 33 giornate e una salvezza ormai a portata di mano con cinque turni d’anticipo. Motivi più che sufficienti per applaudire squadra e allenatore per quanto mostrato in (quasi) tutte le gare di questo campionato. Il conto alla rovescia è iniziato: l’augurio è che sabato possa trasformarsi in una meritata giornata di festa per tutto l’ambiente gialloblù.

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