Nessun divieto ma un iter burocratico da superare per il Parma cinese: ad ottobre il closing

 di Simone Lorini Twitter:   articolo letto 1892 volte
Nessun divieto ma un iter burocratico da superare per il Parma cinese: ad ottobre il closing

Non c'è alcun divieto ma una semplice "restrizione", da parte del Governo cinese, riguardo gli investimenti provenienti dall'Oriente in paesi stranieri. Nello specifico, come è possibile leggere direttamente sul sito ufficiale del governo cinese, le imprese riguardanti la compravendita di immobili, le industrie obsolete, hotel e club sportivi, saranno soggette a queste restrizioni. Delle limitazioni che non dovrebbero però riguardare i numeri, ma semplicemente la provenienza dei soldi che le industrie cinesi vorranno investire all'estero: l'obiettivo della Repubblica Popolare è infatti evitare che capitali dalla dubbia origine escano dalla nazione per rientrarci successivamente "ripuliti". Come più volte ribadito dalla società insomma, c'è da superare un "iter burocratico" che consenta a Desports di portare a termine l'acquisto del 60% del Parma, solo rallentato dalle limitazioni imposte dalla Cina. 

Detto questo, in società c'è grande serenità riguarda il destino del club, una tranquillità corrisposta appieno anche dal grupppo Desports: sono già undici i milioni investiti nel Parma e in questo momento tutti i pensieri sono rivolti al closing, vale a dire al passaggio di quote di un altro 30%, che porterà la società di Jiang Lizhang a controllare la società, vale a dire la maggioranza assoluta in CdA. Il mese giusto dovrebbe essere ottobre, anche se al momento non c'è una data precisa: prima dovranno arrivare le giuste garanzie dal governo cinese, con la società che ha preferito non esporsi direttamente in queste settimane prima di avere l'ok definitivo per il passaggio delle quote.