I segreti del tridente: scambi centrali e Calaiò più vicino all'area di rigore

 di Nico D'Agostino  articolo letto 422 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
I segreti del tridente: scambi centrali e Calaiò più vicino all'area di rigore

All'indomani della bella vittoria di Cittadella, sono molte le note positive espresse dalla squadra di D'Aversa. E' evidente che sia cresciuta la condizione atletica, un maggiore affiatamento tra gli uomini dei reparti, dettato dalla conferma dello stesso undici (grossomodo) da 4-5 partite in qua e dall'esplosione di Insigne diventato ormai titolare inamovibile nel tridente crociato. C'è da dire anche dell'altro, però, per giustificare una prestazione così convincente in terra veneta, su un campo tradizionalmente ostico per tutti e sul quale ci ha rimesso le penne anche il Venezia nell'unica sconfitta esterna del torneo. Si nota da qualche gara, infatti, una maggiore tendenza di Calaiò ad essere più presente in area e nella zona centrale dell'attacco, limitando il suo arretramento come regista avanzato, ruolo che viene affidato di volta in volta ad uno degli altri due esterni. Sia Insigne che Baraye e Di Gaudio, infatti, agiscono dalla fascia ma convergendo più spesso al centro e tentando il dialogo con l'arciere. Ne consegue un fraseggio più veloce e dinamico, meno prevedibile e più 'centrale', a differenza delle prime gare in cui gli esterni erano fin troppo larghi e schiacciati sui difensori avversari. Le reti di ieri, lo confermano, ma lo fanno anche tutte quelle di Insigne: a Foggia maggiormente, ma anche con l'Entella e con l'Avellino. Il suo accentramento, infine, viene consentito anche dalla copertura della fascia (in zona offensiva) dall'ottimo Mazzocchi che, a dispetto di qualche imprecisione di palleggio di troppo, fornisce sempre una valida e continua sovrapposizione.