Calaiò: "Ora siamo in fiducia, obiettivo playoff per giocarci la serie A"

12.03.2018 21:48 di Nico D'Agostino  articolo letto 534 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Calaiò: "Ora siamo in fiducia, obiettivo playoff per giocarci la serie A"

Questa sera Emanuele Calaiò, bomber del Parma e neo "centenario" del gol in serie B, è stato ospite della trasmissione Bar Sport di Tv Parma, affrontando vari temi, dal momento della squadra alle prospettive per il campionato al mercato di gennaio. Ecco le sue parole: "Nel mercato di gennaio si è fatto un gran parlare del mio possibile trasferimento a Palermo, ma niente di concreto come invece si leggeva sui giornali che davano tutto per fatto da giorni. Se n'è parlato, ma io a Parma sto benissimo e mi trovo bene in città, ma soprattutto mi scoccia interrompere i progetti ed indipendentemente dal fatto che c'era Ceravolo che spingeva, giustamente, la società se voleva ambire a qualcosa di importante, doveva avere due giocatori di livello per ogni ruolo. Quando c'è il mercato di mezzo la squadra ne risente, anche io ho avuto un periodo di appannamento, ma è stato dovuto all'infortunio al polpaccio che doveva essere di appena un mese ed invece è stato di due mesi. Inoltre non sono più un ragazzino e quando rientri fai più fatica rispetto a qualche anno fa".

Il primo gol di Pescara è uno schema?
"Si, ha un gusto particolare quel gol perché noi in settimana lavoriamo tanto sui calci piazzati e anche sui falli laterali e questo è stato il primo gol da questo schema, siamo molto contenti perché nel calcio moderno i calci piazzati sono fondamentali per sbloccare le partite".

Cosa pensavi quando si diceva che potessi dare poco ancora data l'età?
"Mentalmente un po' mi è pesato perché l'infortunio al polpaccio è stato più lungo del previsto e mi ha fermato dopo Cittadella, quando stavo benissimo. Ma io sono molto testardo e mi sono ripreso una ottima condizione, come anche Ceravolo e sono contento per noi".

Calaiò e Ceravolo possono giocare insieme?
"Non è facile per un allenatore fare delle scelte e lasciare fuori dieci giocatori e soprattutto su due giocatori che sono in forma, però le scelte si fanno anche in base alla squadra che si affronta. Io ho un rapporto ottimo con Fabio, chiaro che se uno gioca, l'altro può essere scontento ma il mister per ora ha trovato un equilibrio con una sola punta e così prosegue, anche se ci stuzzica l'idea di giocare insieme perché lui è destro e io sinistro, io svario di più e lui attacca più la profondità, io ho fatto anche la seconda punta, ma decide il mister".  

Come proseguire il vostro trend?
"Dobbiamo continuare con questo atteggiamento, siamo in fiducia e mettiamo in campo una cattiveria diversa. Siamo più liberi di testa, dobbiamo pensare partita dopo partita, ogni sabato è una finale. Sappiamo che sulla carta ci sono due o tre squadre più forti, come dice anche la classifica ma noi quest'anno vogliamo fare i guasta feste. Nessuno ha detto in società o tra di noi che puntavamo a vincere il campionato o alla promozione diretta, vogliamo arrivare sicuramente ai playoff perché la società ha investito tanto, la squadra c'è è forte e poi il playoff è un terno al lotto ma proviamo a giocarceli con la mentalità e serenità giuste e poi vediamo. Chi avrà più benzina, personalità ed esperienza vediamo se si riesce a centrare questa serie A che sarebbe un sogno per tutto l'ambiente, la società, che è poi un risultato mai raggiunto da nessuno in Italia".

Pesa giocare al Tardini?
"Un po' di pressione a giocare al Tardini c'è perché il Parma è il Parma, la storia parla per il Parma. Anni e anni di Europa, camopionati di serie A, un blasone enorme e se perdi un paio di partite i tifosi storcono il naso perché ci vogliono tornare, ma c'è molto di peggio e lo posso dire per esperienza personale, situazioni dove non riesci a prendere nemmeno un caffè sotto casa. Però Parma è una città stupenda e ti consente anche di stare più tranquillo, ma c'è sempre un pizzico di pressione perché si vuole vincere e chi indossa la crociata deve dimostrare di esserne all'altezza per un obiettivo importante, prima i playoff e poi si vedrà".

Ottima partita a Pescara dei vecchietti Calaiò, Lucarelli e Munari.
"L'età e l'esperienza ti aiuta ad essere uomo spogliatoio e cerchiamo di tirare il gruppo anche nei momenti di difficoltà. I giocatori di personalità forte sono imprtanti anche per i giovani, soprattutto negli allenamenti, perché se vedono Lucarelli, Munari e Calaiò tirare la carretta sono di esempio per loro, cerchiamo di portare su lo spogliatoio come l'anno scorso".

Dopo Empoli cosa vi siete detti nello spogliatoio?
"Sono i risultati che contano e quando non vengono la fiducia cala. Lì abbiamo toccato il fondo anche se a volte gli episodi fanno la differenza, come col Venezia che ha segnato su un rinvio sfortunato di Lucarelli, ora oltre agli episodi è cambiato l'atteggiamento. Si attacca con più uomini, si verticalizza subito, si è più veloci nel girare palla e ti aiuta la testa a fare tutto questo". 

Si è verticalizzato di più con Munari rispetto al solito nonostante l'assenza di un regista di ruolo come Scozzarella.
"Sono due giocatori diversi, l'avversario gioca più a uomo su Scozzarella secondo me per limitarlo. Il Pescara ha fatto meno pressione su Munari che ha avuto più campo per verticalizzare, lui poi è un tuttofare e gioca bene ovunque ha esperienza e vede la giocata prima, non ha fatto rimpiangere Matteo e Vacca che ti fanno girare bene la palla, ma con lui abbiamo acquistato molto in fisicità".

A volte subiamo troppo il gioco degli avversari.
"Dobbiamo anche contestualizzare, è vero che sulla carta se siamo più forti dobbiamo vincere e giocare di più la palla, ma quando i risultati non vengono la palla scotta, però dobbiamo migliorare in personalità e maturità".

Ora si va a Chiavari.
"Non sarà una partita facile, nonostante la loro posizione di classifica. C'è un ambiente caldo, un campo in sintetico e stretto e hanno buone qualità, sarà molto complicato come ha dimostrato la gara con l'Empoli in cui non ha per niente demeritato".