Faggiano: "Avrei portato Rajkovic al Parma. Obiettivi? Stiamo coi piedi per terra"

 di Vito Aulenti Twitter:   articolo letto 2217 volte
Faggiano: "Avrei portato Rajkovic al Parma. Obiettivi? Stiamo coi piedi per terra"

In una lunga intervista concessa ai colleghi di Mediagol.it, il direttore sportivo crociato Daniele Faggiano ha toccato diversi temi, a partire dall'analisi del match del Barbera contro il Palermo: "Il mister ha detto che meritavamo la vittoria per livello di gioco espresso, specialmente nella ripresa. Non mi risulta che abbia dichiarato che abbiamo dominato l’intero match. Forse nel primo tempo non abbiamo comandato il gioco. Pomini ha salvato in due occasioni su Calaiò, poi nel secondo tempo abbiamo provato a recuperare la gara che si era messa male. Faccio gli interessi della mia squadra ma non ho gli occhi chiusi, il Palermo ha mostrato di saper fare bene nonostante le assenze. Tutti i giocatori di Tedino hanno fatto molto bene e credo che i rosanero potranno dire la loro in chiave promozione. Non penso che qualcuno abbia fatto rimpiangere gli assenti. Il mio allontanamento durante la gara? Ho visto che in panchina uno dei miei giocatori si era agitato un po’ troppo, ho visto l’arbitro avvicinarsi alla panchina e ho preferito essere allontanato io invece di uno di sacrificare uno di loro”.

Come hanno vissuto questa settimana di vigilia i palermitani tesserati per il Parma?
"Sono stato poco a Palermo, ma la gente è passionale e con me si è sempre comportata bene. E’ stata una settimana particolare, a Palermo ho più amici rispetto ad altri posti dove sono stato più a lungo. Tengo a tutto l’ambiente, dal magazziniere ai massaggiatori passando per gli addetti allo stadio, tutti erano diventati un tutt’uno. Poi è andata come è andata e l’affetto resta sempre. Non ho parlato nella settimana della vigilia per non creare confusione, una parola in più poteva essere interpretata in maniera diversa. Ci tenevo a fare bella figura e a non perdere, è andata come è andata e non mi lamento. Andiamo avanti e pensiamo al Pescara”.

Ci spieghi i motivi del tuo addio a Palermo?
"Non ho nulla contro il presidente Maurizio Zamparini, sapevo dove stavo andando. La mia uscita di scena non dipende da lui, ma da tante situazioni. Prima di tutto io devo poter guardare tutti negli occhi dai giornalisti, ai calciatori, ai tifosi. Non ero capace di fare ciò, non potevo guardarli negli occhi e poi prendere delle decisioni che non collimavano con il mio reale pensiero. Nel bene o nel male metto sempre la faccia, sono stato sempre vicino alla squadra e mai mancato quando serviva. Altri invece…è stato bello da lontano fare e disfare, non mi riferisco al presidente che mi ha dato anzi tanto in termini di esperienza. Ci credevo e avevo lasciato Trapani, per me era una casa, volevo mettermi in gioco. Se l’intento di qualcuno fosse stato fare il bene del Palermo allora non sarei andato via,  però non si può ragionare con 10 teste e 10 obiettivi differenti”.

Che ne pensi di Rajkovic?
“Sono sincero, non l’ho preso io ma è stato sotto la mia gestione e mi dispiace molto per Rajkovic. A Palermo lo vedono male, ma è un buon giocatore, lui è stato sfortunato e continua ad esserlo, ci tiene tanto. Lo avrei portato al Parma."

Quali sono gli obiettivi del Parma?
"Stiamo con i piedi per terra, veniamo dalla D e dal fallimento. Quando si fa il passo più lungo della gamba si fanno poi 3-4 passi indietro. Stiamo tutti sereni e tranquilli, cerchiamo di fare bene e giocare a calcio. Dobbiamo stare attenti a non prendere gol e a farli, poi se altri vedono quelli anche quelli che facciamo siamo contenti… Non mi sono mai lamentato sulle decisioni“.