PL - Longobardi: "Lucarelli presidente: perché no? Inglese impressionante, Europa un sogno"

07.11.2018 20:00 di Sebastian Donzella  articolo letto 1047 volte
PL - Longobardi: "Lucarelli presidente: perché no? Inglese impressionante, Europa un sogno"

Da Longobardi a Inglese. Non è un libro di storia ma la storia recente dell'attacco ducale. Per godersi la A ricordando sempre gli eroi della D. ParmaLive.com ha intervistato Cristian Longobardi, esperto attaccante della Savignanese ed ex gialloblù in quella stagione meravigliosa che diede il via alla clamorosa triplice promozione gialloblù.

Niente più Parma dal campo ma sugli spalti?
"Appena posso seguo le partite dei crociati, da tifoso. Quest'anno sono stato al "Tardini" in occasione del match con la Juventus. Ho visto uno stadio meraviglioso, è stato uno spettacolo molto bello. Al di là dell'avversario, lo stadio è diventato ancora più speciale di quando ci giocavo io".

"In un pubblico che avrà sicuramente tributato il giusto onore a uno dei primi giocatori della nuova era gialloblù.
Non nascondo che, in maniera anche inaspettata, in molti mi hanno riconosciuto e questo mi ha fatto grande piacere.  È stato bello ricevere tanti gesti d'affetto compreso un semplice abbraccio, perché ti fa capire che ricordano con piacere la persona dopo aver apprezzato il calciatore. Anche se adesso tifano per giocatori un po' diversi (ride NdR)".

In tre anni dalla D alla A. Te l'aspettavi?
"In tutta onestà credo nessuno si aspettasse una risalita così vertiginosa. Ma guardando il contesto Parma si capiva che la squadra sarebbe arrivata di nuovo in alto, visto l'eccezionale connubio con la città. Si è partiti dal rapporto tra piazza e club e su quello è stato innestato un discorso tecnico variato di volta in volta, con dirigenti, allenatori e calciatori diversi. Noi abbiamo fatto la nostra parte in quell'annata. Avevamo già la sensazione, durante quel campionato, di far parte di un qualcosa che sarebbe diventato molto importante. Abbiamo messo soltanto il primo mattoncino, poi il Parma ha continuato a fare grandi cose".

In che rapporti sei rimasto con i tuoi ex compagni?
"Sono in contatto con tutti, con qualcuno più, con altri meno. Capitan Lucarelli, adesso impegnatissimo, resta una persona di grande valore che porto nel cuore. Ci siamo tenuti in contatto così come con Cacioli, Corapi, Giorgino, Lauria".

Visto che la carica è vacante, azzardiamo: Lucarelli presidente?
"È una persona con un così grande spessore morale e una passione incredibile da poter ricoprire qualsiasi ruolo, compreso quello da numero uno del Parma".

I cinesi hanno perso la maggioranza. Preferiresti un nuovo socio estero o che tutto rimanesse così?
"Si è arrivati a un livello tale per cui gli interessi tendono a prevalere su quello che è il romanticismo. In questa rinascita così veloce del Parma ha inciso tanto la proprietà parmigiana, una dirigenza visibile, dentro la città, molto reale. Credo che quella base di partenza sia tanta roba anche in serie A, parliamo di soci che a me hanno dato l'idea di volere molto bene alla città di Parma e al Parma calcio".

Chi è per te l'uomo copertina di questo Parma?
"Lo conoscevo già e l'ho seguito negli anni ma vedere Inglese dal vivo mi ha fatto veramente impressione. Al di là della presenza in area e del grandissimo lavoro che fa per la squadra, e io ne so qualcosa, è veramente un gran giocatore. Al di là della stella che resta Gervinho e di una squadra sempre bene in partita, anche quando mancano i suoi giocatori di punta".

Tre punti dall'Europa, otto dalla retrocessione.
"Dal punto di vista tecnico bisogna dare atto a mister D'Aversa e al direttore Faggiano di aver fatto un gran bel lavoro, i risultati lo dimostrano. Non bisogna dimenticarsi da come e dove si è partiti, forse è ancora presto per spostare gli obiettivi. Non è il caso di alzare l'asticella al momento, poi il tifoso fa bene a sognare".

Torino, Sassuolo e Milan le prossime.
"Si deve pensare una partita alla volta. È un peccato dover affrontare i granata nel loro momento migliore. Mazzarri, al pari di D'Aversa, lavora in maniera molto meticolosa e ha trovato la quadratura del cerchio. Ma il Parma venderà cara la pelle".

Pronostico?
"Sono scaramantico, dico solo Forza Parma!"

E Longobardi che fa?
"Zampetto a Savignano sul Rubicone (ride NdR), a due passi da casa mia, con un occhio sul futuro. Noi vecchietti dobbiamo pensare a quello che viene dopo, chiederò consigli ad Alessandro. Al momento vivo alla giornata, finché le sensazioni e il fisico lo permettono proviamo ad andare avanti".