PL - Fulgoni a Buffon: "Gigi, torna a Parma e ti alleno io. Ma credo si ritirerà"

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16.05.2018 18:34 di Sebastian Donzella  articolo letto 2770 volte
PL - Fulgoni a Buffon: "Gigi, torna a Parma e ti alleno io. Ma credo si ritirerà"

Ha avuto la fortuna di trovarselo davanti e la bravura, più unica che rara, di capire che di fronte aveva il miglior portiere degli ultimi 30 anni. Ermes Fulgoni, storico preparatore dei portieri ducali, è stato lo "scopritore" di Gianluigi Buffon. Un rapporto che lo stesso portiere della Juventus ha sempre ricordato in libri e interviste sulla propria carriera. ParmaLive.com, alla vigilia della conferenza stampa in cui il numero uno bianconero illustrerà il proprio futuro, ha contattato proprio Fulgoni.

Cosa si aspetta domani da Buffon?
"Quest'anno mi ha detto che stava riflettendo sul ritiro a fine stagione. Se lo conosco un po', rimarrà alla Juventus con un ruolo dirigenziale. Anche se, per me, un altro anno potrebbe farlo. Mi ricordo, quand'ero a Cesena, un Antonioli 42enne:  fece un grandissimo campionato, Gigi potrebbe tranquillamente fare lo stesso. Però lui è uno che vuole rendere sempre al massimo, capisco il suo possibile ritiro. Anche perché alle spalle ha un secondo portiere di ottimo livello e la cosa magari può aver accelerato la sua decisione. Intanto anche nell'attuale stagione ha messo in fila un bel po' di parate importanti".

Magari potrebbe convincerlo a chiudere la carriera in gialloblù...
"Da milanista e parmigiano, se va al Milan o torna al Parma lo alleno gratis. Sempre se mi vogliono (ride, ndr)".

Donnarumma il suo erede?
"In Coppa Italia si è vista la differenza tra i due: Buffon al massimo fa due errori in un anno, Donnarumma ne ha fatti due nel match contro Buffon. Non è come Gigi: nel primo anno in Serie A col Parma fece delle cose straordinarie. Il tempo passa e noi forse ce lo dimentichiamo, ma il suo impatto fu incredibile e senza errori. Donnarumma, e lo dico con dispiacere da milanista, di errori ne ha fatti tanti, non c'è paragone. Quest'ultimo è un grande portiere, con personalità e fisicità importanti ma Buffon è inarrivabile. Ricordo ancora come, con la maglia crociata, giocò da migliore in campo contro Milan, Inter, Juventus e Napoli mentre Donnarumma deve ancora migliorare sul piano tecnico". 

Gliel'hanno chiesto in tanti, l'argomento è ormai diventato mitologia. Però ci accodiamo anche noi: ci racconta come prese Buffon al Parma?
"Aveva 12 anni, fece diversi provini con Milan, Bologna e Modena. Non lo presero perché da bambino aveva le gambe storte e i piedi piatti. Anche per questo a Parma erano tutti titubanti, come ha scritto lui stesso nel suo libro. Io allora forzai la mano dicendo che se non l'avessimo preso mi sarei dimesso. La verità è che l'avevo visto solo per un'ora ma intravidi subito le sue qualità: la sua forza era nella testa, non nel fisico, aveva degli occhi che dicevano tutto. Sorrido ancora se penso che siamo stati gli ultimi a vederlo. E poi il Parma l'ha preso a un milione (di lire) e l'ha venduto a 100 miliardi: se penso ancora alla plusvalenza che ho fatto fare...(ride, ndr)".

In cosa eccelleva da ragazzino?
"Non ho mai avuto nessuno così sveglio. Leggeva le situazioni di gioco, anticipava le giocate: non era bravo solo nelle parate, cosa che più o meno sanno fare tutti i portieri di un certo livello, ma lui capiva prima quello che sarebbe successo. Io lo allenavo anche su questo: lui stava molto attento e poi  aveva il coraggio di rifarlo in partita. Era un po' sbruffone, cosa che ogni tanto gli ha creato qualche problema in carriera: però è sempre stato molto educato".

Quando ha capito che sarebbe diventato un fenomeno?
"Dopo 20 giorni. Ricordo che ero l'unico preparatore delle giovanili all'epoca e, di conseguenza, avevo giovani di tutte le età: dicevo ai più grandi di guardare quel ragazzino perché prima dei 20 anni avrebbe giocato in Serie A e in Nazionale. Lui stesso mi rispose: "E cosa faccio fino a 20 anni? Non gioco?". Il resto della storia la sapete. E conservo gelosamente un video: quando aveva 17 anni dissi che sarebbe stato il miglior portiere degli ultimi 30 anni. Sono felice di non essermi sbagliato".

Vi sentite spesso?
"Mi ha mandato un video di auguri nel quale mi ha ringraziato: "Gran parte di quello che ho fatto è merito tuo" le sue parole. Nei libri mi ha sempre citato come persona importante per la sua vita, ha tanta riconoscenza nei miei confronti. E la cosa è reciproca, sono fiero di aver cresciuto un ragazzo come Gigi. Spero di sentirlo presto ma non amo disturbarlo: è una persona molto impegnata, ora che dovrebbe smettere magari avrà più tempo libero e ci si potrà incontrare più facilmente".

Torniamo al Parma: venerdì sera salirà in A?
"Il jolly ce l'ha in mano il Frosinone. I crociati si giocano tutto a La Spezia contro una squadra che non ha più nulla da chiedere al campionato ma lo stesso purtroppo vale per i ciociari col Foggia. Nel calcio poi ci sta tutto. Ma la squadra crociata è forte, ha giocatori che hanno già vinto in categoria. Per questo penso che possano salire in Serie A anche tramite i playoff: il Parma ha dimostrato di potercela tranquillamente fare e la città se lo merita".

E sui portieri crociati che ci dice?
"Nardi lo conosco bene perché è stato in ritiro con noi quand'ero a Cesena in A. Non ha una fisicità immensa ma è discreto coi piedi, diciamo che non ha esperienza in cadetteria ma come secondo in B ci sta benissimo. Frattali sta facendo bene però bisogna dire che non gli tirano quasi mai in porta. Non lo vedo molto per la Serie A però in cadetteria va molto bene. A Zommers, che ora è in giro per la Lega Pro, ho detto che avrebbe dovuto limitare le presenze con le nazionali giovanili se avesse voluto avere una certa continuità nei campionati italiani. In porta serve esserci sempre, purtroppo per le giovanili non si fermano i campionati. Peccato perché a Parma è stato diverse volte il migliore in campo. Una società di Serie B, giustamente, non può permettersi di avere un portiere che si assenta diverse volte, anche se chiamato dalla Nazionale".

Ci consiglia un portiere?
"Marco Silvestri del Verona. In uscita bassa è forte come Buffon, fossi nel Milan scommetterei su di lui e lo prenderei al posto di Donnarumma in caso di cessione. Ha una grande fisicità, non riesco a capire perché non trovi la grande squadra che punti su di lui. Riempie la porta come Toldo e Buffon".

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